Copyright, Parlamento Ue approva direttiva su diritti d’autore

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Copyright, Parlamento Ue approva direttiva su diritti d’autore

Riforma copyright: alle parole del vicepremier Di Maio (“Vergogna tutta europea”) ha replicato il presidente del Parlamento europeo Tajani (“Dichiarazioni infamanti”).

Il Parlamento europeo ha approvato la proposta di riforma del copyright, che tutela il diritto d’autore dei contenuti diffusi su internet dalle grandi piattaforme del web. I voti a favore sono stati 438, 226 quelli contrari. Il via libera della plenaria del Parlamento apre ora la strada ai negoziati con il Consiglio.

Viene dunque fissato il principio per cui anche sul web, come già avviene nel mondo “offline”, musica, film e articoli protetti dal diritto d’autore e utilizzati a scopo commerciale si pagano. Inoltre, ora sono le grandi piattaforme ad essere responsabili per i contenuti che condividono, non più gli utenti.

Da un lato, esulta l’industria culturale, mentre dall’altro grandi piattaforme e critici lo ritengono un provvedimento liberticida. A partire dal vicepremier Luigi Di Maio, che ha promesso battaglia e definito il voto di Strasburgo “una vergogna tutta europea”, in quanto ha “introdotto la censura dei contenuti degli utenti”.Copyright, Parlamento Ue approva direttiva su diritti d’autore Queste parole hanno provocato una polemica con il presidente dell’Aula Antonio Tajani che, di fronte a “dichiarazioni infamanti” da “analfabeti della democrazia”, ha chiesto al premier Giuseppe Conte di “prendere immediatamente le distanze”.

Riforma copyright, i dettagli del testo

Ci sarà dunque il passaggio rivoluzionario della responsabilità dagli utenti alle piattaforme, con una “cooperazione” (non più filtri automatici) tra queste e i detentori dei diritti per evitare violazioni del copyright, oltre a meccanismi rapidi di reclamo per ricorsi su contenuti ingiustamente bloccati. I link restano liberi, mentre sono coperti da copyright gli snippet (ovvero foto, titolo e testo).

Artisti, giornalisti ed editori dovranno quindi essere remunerati dai “big” di internet per lo sfruttamento commerciale del loro lavoro. Non rientrano nelle nuove norme, infatti, le piccole piattaforme e neanche Wikipedia, la cliccatissima enciclopedia virtuale.

Riforma copyright, la soddisfazione di Mogol (presidente Siae): “Ha vinto la cultura”

Copyright, Parlamento Ue approva direttiva su diritti d’autore

Oggi i parlamentari europei hanno dato prova di sostenere la stampa indipendente e la funzione fondamentale delle nostre democrazie”, ha sottolineato il presidente degli editori europei dell’Enpa Carlo Perrone, mentre il presidente Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha assicurato collaborazione con le istituzioni europee per “realizzare in tempi rapidi una riforma equilibrata”. Soddisfazione anche da parte di Mogol, presidente della Siae: “Ha vinto la cultura, non si parla di un problema di libertà ma di equità”.