Campi Rom a Napoli: quanti sono, quali sono gestiti dal Comune e gli interventi comunali

247
Campi rom a Napoli: quanti sono, quali sono gestiti dal Comune e gli interventi comunali

Comune di Napoli: l’assessora Marmorale ha fatto il punto sui campi Rom e sugli interventi comunali per le comunità residenti nella città partenopea.

Alla commissione consiliare Welfare, presieduta da Maria Caniglia, l’assessora ai Diritti di cittadinanza e alla coesione sociale, Laura Marmorale, ha oggi fornito un quadro generale della distribuzione dei campi Rom, della composizione della popolazione ospitata, dei servizi che il Comune garantisce, soprattutto dal punto di vista dell’inclusione scolastica dei minori. Su alcuni aspetti, la commissione ha chiesto un approfondimento che l’assessora si è impegnata a fornire; in particolare, sul campo Rom di Via Gianturco e sulle famiglie che, dopo l’incendio del campo di Scampia, avevano trovato rifugio nell’auditorium municipale.

Necessaria premessa, ha spiegato l’assessora Marmorale, è che il Comune di Napoli, che ha già elaborato il proprio Piano di Azione Locale (P.A.L.) per l’inclusione sociale di Rom, Sinti e Caminanti, sta partecipando, con sette città capoluogo, a una sperimentazione promossa dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) per estendere, come le politiche europee hanno più volte sottolineato, l’attenzione alle popolazioni Rom e alla presa in carico delle persone nel contesto sociale e urbano. L’integrazione scolastica dei minori, l’inclusione abitativa delle famiglie Rom, l’emancipazione dei giovani interessati a vivere autonomamente dalle comunità: sono queste le linee principali di intervento del Comune.

Le comunità presenti sul territorio cittadino sono costituite da due grandi gruppi. Il più stanziale è quello delle popolazioni provenienti dai Balcani a seguito della guerra degli anni Novanta. Presente da più tempo, ma in modo discontinuo e con legami perduranti con la madrepatria, la comunità rumena.Campi rom a Napoli: quanti sono, quali sono gestiti dal Comune e gli interventi comunali Come dettagliato dal funzionario responsabile dell’Unità operativa dedicata, Vincenzo Esposito, sono circa 1800 le persone Rom presenti a Napoli. Ottocento, di origine slava, sono presenti nel campo gestito dal Comune a Secondigliano (400) e in quello informale di Cupa Perillo a Scampia (400). Nella zona occidentale (nell’ex scuola “Grazia Deledda” di Soccavo sono ospitante circa 120 persone) e nella zona industriale e orientale sono invece concentrati i Rom di origine rumena: Barra, dove il Comune ha installato delle docce, Poggioreale, via Gianturco. Alcuni campi, quello di Via del Riposo e quello dell’ex scuola “Deledda”, sono presidiati anche da cooperative sociali che assicurano attività di inclusione e vigilanza sociale. Anche nel campo Rom di Secondigliano (due villaggi situati sulla Circumvallazione esterna) sarà al più presto riattivato il servizio di vigilanza sociale, sospeso da qualche tempo.

Rispondendo alle domande dei commissari – Laura Bismuto di Dema e Vincenzo Moretto di Prima Napoli – l’assessora Marmorale ha specificato che l’attività è svolta, per l’ex scuola “Deledda”, dalla cooperativa “L’uomo e il legno”, e per il campo di Via del Riposo, dove la cooperativa “Dedalus” si cura della scolarizzazione, dalla cooperativa “Casbah”.

Grande attenzione il Comune dedica all’inclusione scolastica dei minori Rom: sono attualmente 450 i minori iscritti e frequentanti le scuole, ha spiegato il funzionario Esposito; per 110 di loro, ospitati nei campi gestiti dal Comune, il Comune cura anche il servizio di trasporto verso le scuole.Campi rom a Napoli: quanti sono, quali sono gestiti dal Comune e gli interventi comunali Una positiva novità si registra per il campo di Cupa Perillo, ha comunicato l’assessora Marmorale: entro novembre, come assicurato dalla Regione Campania, partirà la gara di Invitalia per la bonifica. Intanto, Asìa sta provvedendo a rimuovere i cumuli di rifiuti presenti sotto il cavalcavia dell’Asse Mediano. Con la Polizia Locale e la Polizia Metropolitana si stanno valutando iniziative da mettere in campo per evitare lo sversamento di rifiuti che, a volte con la connivenza dei Rom, vengono attuati prevalentemente da soggetti provenienti da altri Comuni.

L’assessora Marmorale ha assicurato un approfondimento sulla questione del campo di Via Gianturco, problema sollevato in riunione dal consigliere Moretto, per il quale andrebbe innanzitutto chiarito se le aree occupate dai Rom nell’ex Mercato Ortofrutticolo appartengano al Comune o al consorzio “Agorà”, che si sarebbe dovuto occupare della riqualificazione delle ex aree industriali adiacenti al Centro Direzionale. È intenzione dell’amministrazione, ha assicurato Marmorale, avviare un’iniziativa volta, quantomeno, a conoscere l’entità della comunità e la condizione sociale delle persone che vi si sono insediate spontaneamente fin dal 2017.

Rispondendo alle domande dei consiglieri, l’assessora Marmorale ha infine precisato che dei nuclei familiari che si erano insediati nell’Auditorium di Scampia dopo l’incendio del campo, nove hanno beneficiato del contributo economico (5mila euro a famiglia) loro destinato dal Comune affinché trovassero una soluzione abitativa alternativa, che hanno poi trovato nei Comuni di Mondragone e Castel Volturno; altri due nuclei, che non erano nelle condizioni di ricevere il contributo, hanno lasciato l’Auditorium e si sono trasferiti nel Comune di Pescocostanzo.