Al Teatro Sancarluccio debutta “LUISELLA” di Nando Vitali

Alessia J Magliacane e Francesco Rubino hanno curato l’adattamento teatrale dal racconto di Nando Vitali. La regia è sempre di Alessia J Magliacane e le musiche originali di Lobinho. La direzione artistica è di Giuliana Tabacchini e Riccardo Citro. 

Debutterà domenica 10 maggio (ore 18.00), al teatro Nuovo Sancarluccio di Napoli (via San Pasquale a Chiaia, 49) lo spettacolo teatrale “Luisella (la terza notte)” tratto da un racconto inserito nel volume “Notturno napoletano” di Nando Vitali. Stimato scrittore e critico letterario italiano Vitali, con questo racconto, affronta e descrive una Napoli in uno contesto “notturno”, ambientando il primo dei due racconti (quello che naturalmente ci interessa perché oggetto dello spettacolo) durante gli avvenimenti delle Quattro Giornate di Napoli del 1943, dove troviamo la protagonista Luisella affrontare un’esperienza notturna molto particolare che forse le cambierà per sempre la vita.

al Teatro Sancarluccio

Grazie ad Alessia J Magliacane e Francesco Rubino, questo racconto è adesso anche un interessante adattamento teatrale e quindi, in prima luogo, una sfida. Una sfida che ha come obiettivo non soltanto quello di mantenere una certa fedeltà al testo e allo spirito dello stesso, ma anche quello di inserire in questa cornice di fedeltà un elemento anche personale, soggettivo, che è quello appunto di chi si trovi a lavorare su un certo testo. Questo lavoro nasce anche dalla consapevolezza di poter contare su una straordinaria attrice come Patrizia DI Martino, che vestirà i panni della protagonista “Luisella” lavorando molto sulla complessità psicologica di un personaggio decisamente difficile, ma di grande spessore emotivo, i cui sviluppi non vogliamo adesso rivelare, per ovvi motivi, sicuramente in primis quello legato alla sorpresa che una messa in scena può e deve offrire allo spettatore attento.

“È noto che – commenta Alessia J Magliacane – adattare per il teatro un racconto, una novella o un romanzo è sempre una sfida, e lo è tanto più quanto si ha a che fare con un autore molto conosciuto come Nando Vitali, da tutti apprezzato e stimato: infatti è anche un noto critico di letteratura e saggistica, ed è inoltre anche una persona che non soltanto queste cose le studia, ma le divulga e le fa circolare. Il nostro obiettivo non è soltanto quello di essere fedeli al testo o allo spirito dello stesso, ma anche quello di inserire in questa cornice di “fedeltà” un elemento che definirei personale, soggettivo, che poi in fondo è proprio quello di chi deve affrontare e lavorare su un particolare testo.

Quello che abbiamo fatto con Patrizia – aggiunge Alessia J. Magliacana – e che cercheremo poi di portare avanti anche in altre esperienze teatrali, è sostanzialmente un lavoro sulla scena. Patrizia ha un’esperienza grandissima anche televisiva, cinematografica e, cosa molto importante, anche un’esperienza musicale. Non soltanto insegna ma compone, ed è anche cresciuta in un ambiente molto favorevole perché, come è noto, il padre era il celeberrimo e stimatissimo compositore di musiche Aladino Di Martino, un maestro per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Con Patrizia abbiamo cercato di condensare non soltanto il suo corpo e la sua voce sulla scena, ma anche proprio nella scena stessa, per dare la possibilità allo spettatore di aggiungervi anche un immaginario ulteriore. Peraltro mi piace ricordare che nel lavoro che abbiamo fatto con Patrizia Di Martino proprio sul personaggio, sulla scena, sulle musiche e quindi anche quello che abbiamo poi inserito come implicazione ulteriore rispetto a quello che si poteva trarre dalla novella di Nando Vitali.

A tal proposito, mi piace ricordare che questa novella era inserita in un dittico che aveva un titolo fortemente evocativo, quello di “Notturno napoletano”, quindi c’era un’idea anche ritmica, musicale, che abbiamo cercato di adattare, di mantenere, di interpretare in una maniera che ci sembrava la più ricca di sfumature e anche la più favorevole per incontrare il desiderio del pubblico e il desiderio di chi volesse confrontarsi con la storia, con gli attori e con la scena. Napoli è solo l’inizio ma è anche poi il punto di partenza di un viaggio che diventerà poi internazionale.

Infatti, subito dopo Napoli, non ci saranno altre città italiane, perché ci sarà Parigi, Bruxelles, il Brasile e gli Stati Uniti: questo perché l’immaginario dello spettatore deve riempirsi per diventare sempre più complesso e più completo, e quindi riarticolarsi. Un’attrice così straordinaria come Patrizia Di Martino ha bisogno di nutrirsi di questo immaginario, così come tutti gli altri attori, che lavoreranno in seguito con noi, avranno bisogno di nutrirsi di questo immaginario.” Lo spettacolo “Luisella” è una produzione originale di JUJU entertainment e Sovrastrutture Paris.

Latest Posts

Ultimi Articoli