Al Maschio Angioino, nella storica Sala dei Baroni, Napoli ha voluto rendere uno dei suoi omaggi più intensi a Sal Da Vinci, reduce dal trionfo al Festival di Sanremo con il brano “Per sempre sì”. Una mattina densa di emozioni, nella quale la città ha stretto simbolicamente attorno a sé uno dei suoi interpreti più popolari, consegnandogli la Medaglia della Città di Napoli.
La cerimonia, presieduta dal sindaco Gaetano Manfredi, si è svolta alla presenza dell’assessore al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato, della presidente del Consiglio Comunale Enza Amato e del consigliere del sindaco per l’industria musicale e audiovisiva Ferdinando Tozzi. Proprio il primo cittadino ha consegnato a Salvatore Michael Sorrentino, questo il nome all’anagrafe dell’artista, la targa con la Medaglia della Città accompagnata dalla menzione speciale “Napoli Città della Musica”, riconoscimento che suggella il prestigio portato alla città con la vittoria nella più celebre manifestazione canora italiana.
La motivazione letta durante la cerimonia ha restituito il senso profondo dell’omaggio civico: un segno di affetto, gratitudine e ammirazione per un artista che, con talento e professionalità, ha saputo onorare l’immenso patrimonio della tradizione musicale napoletana, raccogliendo l’eredità artistica del padre, l’indimenticabile Mario Da Vinci.
«Il trionfo di Sal Da Vinci a Sanremo appartiene a tutta Napoli» ha sottolineato il sindaco Manfredi, evidenziando come il successo dell’artista si inserisca in una stagione di grande vitalità culturale per la città. Un risultato che dimostra come la lingua e la melodia partenopea continuino a parlare al mondo senza rinnegare le proprie radici, rafforzando al tempo stesso il progetto “Napoli Città della Musica”.
Parole alle quali ha fatto eco l’assessore Teresa Armato, che ha ricordato anche il legame personale con il cantante: un’amicizia che le ha permesso di seguirne nel tempo il percorso umano e artistico, culminato oggi nella vittoria sul palco più prestigioso della canzone italiana.
Sul valore strategico della musica per l’identità e lo sviluppo della città si è soffermato invece Ferdinando Tozzi, ricordando come Napoli rappresenti uno dei centri più vitali della discografia nazionale, mentre la presidente del Consiglio Comunale Enza Amato ha definito Sal Da Vinci «un autentico ambasciatore dei valori napoletani», capace di dimostrare ai giovani come talento, studio e rispetto per le proprie radici possano condurre a traguardi importanti.
Nel corso della mattinata l’Amministrazione comunale ha inoltre consegnato encomi istituzionali ad altri protagonisti della presenza napoletana a Sanremo: il cantautore Mazzariello, i direttori d’orchestra Enzo Campagnoli e Adriano Pennino e il produttore Checco D’Alessio, figure che testimoniano la compattezza e la qualità della filiera musicale partenopea.
Ma l’emozione della giornata era iniziata già prima della cerimonia ufficiale. All’esterno del castello una folla di ammiratori aveva atteso l’artista con applausi, cartelli e parole d’affetto, trasformando il suo arrivo in una piccola festa popolare. Visibilmente commosso, Sal Da Vinci ha salutato tutti con semplicità: «È tutto così sorprendente, fantastico», ha detto, quasi incredulo per l’abbraccio ricevuto dalla sua città.
Prima della premiazione il cantante ha anche voluto chiarire alcune notizie circolate nei giorni precedenti riguardo a una presunta telefonata della premier Giorgia Meloni per utilizzare la canzone “Per sempre sì” in una campagna referendaria sulla giustizia. «Parole che volano sul web e diventano gigantesche», ha spiegato, precisando che la conversazione con la Presidente del Consiglio è durata pochi secondi ed è stata soltanto un gesto di congratulazioni per la vittoria sanremese.
Il momento più toccante della mattinata è arrivato quando l’artista ha ricordato la telefonata ricevuta poco prima dell’incontro dalla madre del piccolo Domenico Caliendo, il bambino scomparso dopo un trapianto di cuore. «Domenico non è solo il figlio di Patrizia, è il figlio di tutti noi» ha detto con voce velata di commozione, invitando la famiglia a trovare la forza di sostenere gli altri figli e offrendo la propria vicinanza.
Poi, tornando al riconoscimento ricevuto, Sal Da Vinci ha affidato ai presenti parole cariche di gratitudine: «Devo ringraziare la mia terra. Se sono così è grazie a Napoli. Ognuno ha la sua città del cuore e Napoli è un patrimonio del mondo. Ho letto tante cose in questi giorni e ho chiesto alla città di non rispondere alle provocazioni. Questa vittoria non è solo mia: io sono stato soltanto un trasmettitore».
E mentre gli applausi riempivano la Sala dei Baroni, la città sembrava riconoscere in quella voce non soltanto un artista di successo, ma il continuatore di una lunga storia musicale. Un filo che lega memoria e presente e che, ancora una volta, Napoli affida alla forza della sua canzone.
