martedì, Gennaio 20, 2026

Sergio Assisi al New Teatro Troisi: una coscienza che interroga il nostro tempo

Al New Teatro Troisi dal 22 al 25 gennaio e dal 29 gennaio al 1° febbraio in scena Sergio Assisi con ‘Mi dimetto da uomo’. Sul palco, accanto a lui, Giuseppe Cantore. 

Prosegue la stagione del New Teatro Troisi, che accoglie in scena Sergio Assisi con Mi dimetto da uomo, testo scritto dallo stesso Assisi insieme a Simone Repetto, di cui firma anche la regia. Sul palco, accanto a lui, Giuseppe Cantore, in un gioco teatrale che mescola parola, corpo e pensiero, all’interno dello spazio di via Leopardi diretto da Pino Oliva.

Dal 22 al 25 gennaio e dal 29 gennaio al 1° febbraio (feriali ore 21, sabato doppio appuntamento alle 18 e alle 21, domenica ore 18), Assisi si fa interprete inquieto di un’umanità smarrita, privata di coordinate etiche e sentimentali. Il suo è un racconto a cuore scoperto, che attraversa la narrazione e la satira di costume con il passo antico del giullare moderno: ironico e feroce, leggero e profondo, capace di ridere e, subito dopo, di ferire.

Dialogando direttamente con il pubblico, l’attore scandaglia abitudini, speranze, sogni e miserie del nostro tempo, tentando di aggrapparsi alla bellezza, all’amore, alla poesia, come a rami fragili protesi verso le stelle. Ma quei valori, costantemente assediati da egoismi, meschinità e debolezze umane, lo conducono a una domanda spiazzante e necessaria: è ancora possibile restare uomini?

A incrinare ogni certezza interviene una presenza inattesa: uno spiritello caustico e implacabile, che irrompe in scena per correggere, smascherare, irridere, costringendo il protagonista a fare i conti con una verità amara e senza sconti.

Attore amato dal cinema, dalla televisione e dal teatro, Sergio Assisi vanta una carriera che attraversa titoli popolari e di qualità, da Guardiani delle nuvole a Capri, da Elisa di Rivombrosa 2 a Il commissario Nardone, fino a L’Allieva 3 e Gloria, accanto a Sabrina Ferilli e Massimo Ghini e ai suoi film A Napoli non piove mai e Il mio regno per una farfalla. Al Troisi, però, Assisi sceglie il rischio del teatro vivo, quello che interroga e non consola.

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