Il Teatro Karol si trasforma in un crocevia di suoni, storie e identità con Frontiere In-Di-Visibili, uno spettacolo che invita il pubblico a un viaggio profondo tra Sud Italia e Nord Africa.
Sabato 24 gennaio alle ore 20.30 il Teatro Karol di via Allende 4, a Castellammare di Stabia si trasforma in un crocevia di suoni, storie e identità con Frontiere In-Di-Visibili, uno spettacolo-concerto che invita il pubblico a un viaggio profondo e sorprendente tra Sud Italia e Nord Africa, dove le frontiere non separano ma uniscono.
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In scena Fiorenza Calogero (voce e tamburi), Ziad Trabelsi (voce, oud, live electronics) e Gabriele Coen (clarinetti, sax soprano), impianto scenico di Gennaro Monti, danno vita a un’esperienza sonora intensa e coinvolgente, in cui la voce napoletana incontra la dolcezza dell’oud e del canto arabo, mentre i clarinetti jazz disegnano paesaggi emotivi che parlano direttamente al cuore.
La musica diventa linguaggio universale, filo invisibile che attraversa i secoli – dall’epoca d’oro del IX secolo fino ai giorni nostri – e racconta storie di migrazioni, accoglienza, nostalgia e resistenza, trasformandole in un messaggio potente di dialogo e pace.
Al centro la tradizione musicale del Sud Italia, con un focus sulla canzone napoletana tra tammurriate, canti di lavoro, lamenti e brani d’autore, interpretati da Fiorenza Calogero, artista originaria di Castellammare di Stabia e considerata una delle voci più profonde della canzone tradizionale italiana, formata da maestri come Roberto De Simone, Enzo Avitabile e Marcello Vitale.
Accanto a lei Ziad Trabelsi, compositore tunisino, maestro dell’oud e della voce, membro della storica Orchestra di Piazza Vittorio e direttore dell’orchestra femminile araba e mediterranea Almar’à, porta in scena le sonorità del mondo arabo e del Maghreb, tra composizioni originali e riletture di brani tradizionali carichi di memoria e spiritualità.
A completare il dialogo musicale l’intervento raffinato di Gabriele Coen, sassofonista, clarinettista e compositore dalla visione colta e aperta all’improvvisazione, capace di unire stili e culture con una scrittura che valorizza le melodie tradizionali e le proietta in una dimensione contemporanea.
Frontiere In-Di-Visibili non è solo un concerto, ma un racconto condiviso: ogni brano è un’isola, ma il cammino è comune, e in quell’incontro tra voci e strumenti si riflettono le memorie intrecciate del Mediterraneo, specchio di un’umanità che, nonostante tutto, continua a cercarsi e riconoscersi attraverso la musica.
