Omicidio di San Giovanni a Teduccio, ritrovato lo scooter dei killer: adesso si teme la risposta dei Rinaldi

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Omicidio di San Giovanni a Teduccio, ritrovato lo scooter dei killer

L’agguato avvenuto a San Giovanni a Teduccio in cui ha perso la vita Luigi Mignano sotto gli occhi del nipotino di 3 anni potrebbe essere un chiaro segnale della riapertura delle ostilità nella zona orientale di Napoli.

E’ stato ritrovato nel comune di San Giorgio a Cremano (Napoli) lo scooter utilizzato dai killer che ieri mattina hanno ucciso Luigi Mignano e ferito il figlio Pasquale, in un agguato avvenuto davanti al figlio di quest’ultimo, di 3 anni, nel Rione Villa nel quartiere di San Giovanni a Teduccio a Napoli. Lo scooter, modello Sh, è stato trovato bruciato dagli agenti del Commissariato di San Giorgio a Cremano. Sul luogo dove intorno alle 9 di ieri mattina è avvenuto l’agguato, tra via Sorrento e via Ravello, gli uomini della polizia scientifica hanno trovato 12 bossoli calibro 9×21. La maggior parte dei proiettili esplosi ha colpito Luigi Mignano, 57 anni, morto sul colpo, mentre il figlio Pasquale, 32 anni, ha riportato lievi ferite alla gamba ed è stato trasportato all’Ospedale del Mare, dal quale è stato successivamente dimesso. Il figlio di Pasquale, un bimbo di 3 anni che si trovava in padre e nonno, è rimasto illeso. Proseguono le indagini della Polizia di Stato.

Il ritrovamento di un così grande numero di bossoli sul luogo dell’agguato da parte degli agenti della polizia scientifica fa pensare che i killer avevano un obiettivo ben preciso: quello di uccidere. Gli investigatori hanno sequestrato anche l’auto sulla quale la vittima stava salendo. Uno dei proiettili ha raggiunto il lunotto posteriore della vettura mandandolo in frantumi. Gli uomini della squadra mobile stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Qualche elemento in piu’ lo potrebbe fornire il figlio della vittima che nell’agguato e’ rimasto ferito ad una gamba.

L’Uomo nero dei Mazzarella

In ogni caso, un omicidio così eclatante potrebbe essere letto come la ripresa delle ostilità, mai del tutto sopite, tra i clan Rinaldi, cui Luigi Mignano era vicino, e Mazzarella. Proprio a una delle fazioni di questi ultimi, come riporta un articolo di ‘InterNapoli’, a firma del collega Stefano Di Bitonto, stanziata a San Giorgio a Cremano, luogo in cui è stato ritrovato il mezzo del commando di fuoco, porta la pista più calda che gli inquirenti stanno seguendo. Lì dove il potente clan potrebbe contare su una fornita batteria di killer e soprattutto sul famigerato “Uomo nero”, il giovane boss che con le sue scorribande ha creato in passato più di un problema ai Rinaldi. Che, però, adesso potrebbero rispondere, anche grazie a personaggi di assoluto spessore criminale come i fratelli Sergio e Ciro Grassia e Raffaele Oliviero ‘o pop.