Mafia, fiumi di cocaina sull’asse Napoli-Palermo: sono 12 gli arresti

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Mafia, fiumi di cocaina sull’asse Napoli-Palermo: sono 12 gli arresti

Carabinieri: un blitz dell’Arma ha portato all’arresto di diversi corrieri (anche sull’asse Napoli-Palermo) e al sequestro di ingenti quantitativi di cocaina.

Sgominata a Palermo una banda dedita al traffico di droga (soprattutto cocaina) tra Palermo e le province di Agrigento e Caltanissetta, con un asse tra la Sicilia e Napoli. La Dda di Palermo ha delegato il comando provinciale dei Carabinieri all’esecuzione di 12 arresti (10 in carcere e 2 ai domiciliari).

Gli indagati sono ritenuti a vario titolo responsabili di reati associativi e concorsuali finalizzati al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le intercettazioni e i servizi di pedinamento hanno permesso, a riscontro dell’attività investigativa, l’arresto di diversi corrieri, anche sull’asse Napoli-Palermo, e il sequestro di ingenti quantitativi di droga.Mafia, fiumi di cocaina sull’asse Napoli-Palermo: sono 12 gli arresti L’indagine colpisce esponenti del clan mafioso di Porta Nuova, in cui erano già state registrate, nei luoghi utilizzati dal reggente pro tempore Paolo Calcagni, le frequentazioni tra i vertici di quell’articolazione e del boss Ottavio Abbate (arrestato nel 2017 e, in passato, condannato per reati associativi di tipo mafioso e legati al traffico di droga).

Il suo nucleo familiare è da decenni molto influente nelle dinamiche mafiose sviluppate nei quartieri palermitani della Kalsa e di Borgo Vecchio, tanto che alcuni suoi componenti hanno rivestito ruoli di vertice all’interno delle rispettive famiglie mafiose di Palermo Centro e di Borgo Vecchio.

Gli sviluppi investigativi hanno documentato “la consistente attività di spaccio condotta dal pregiudicato Emanuele Mazzola e dal cognato Andrea Licci, orientata anche nelle province di Agrigento e Caltanissetta, con l’identificazione dei numerosi clienti. Il coinvolgimento di Emanuele Mazzola in un’altra associazione per delinquere finalizzata alla medesima tipologia di reato, le cui figure apicali venivano individuate nei componenti della famiglia Luisi, i quali avevano consolidati legami con esponenti di rilievo dei mandamenti mafiosi palermitani di Santa Maria di Gesù e di Brancaccio, localizzando i loro fornitori della droga nelle zone del napoletano”.