Insultare i professori è reato: la decisione della Cassazione

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Da oggi insultare un professore sarà come rivolgersi in modo non appropriato ad un pubblico ufficiale. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che coloro che insultano i docenti sono perseguibili penalmente. La decisione è stata presa in Toscana, durante un processo a carico di una mamma citata in giudizio per aver offeso pubblicamente un docente della scuola media.

Il reato è quindi perseguibile penalmente e le ammende per chi vi incorre non sono da trascurare. L’offesa a pubblico ufficiale era stata abolita come reato, ma nel 2009 è stata reintrodotta dal momento che ad essere leso non è solo l’onore della persona, ma la visione che gli altri hanno della sua figura.

Ecco cosa ha stabilito la Corte di Cassazione e in che modo cambia la situazione per i docenti italiani dall’anno 2016/2017.

In un primo momento il giudice di pace, che aveva analizzato il caso, si era schierato a favore della madre dello studente.

La docente ha però presentato ricorso e la Cassazione ha stabilito che il reato di oltraggio a pubblico ufficiale sussisteva. Gli insulti sono infatti stati rivolti all’insegnante all’interno dell’edificio scolastico e sono stati ascoltati da numerosi testimoni.

Le ingiurie sono infatti state rivolte alla docente nel momento in cui esercitava il suo lavoro, che la Corte afferma non limitarsi alle sole attività in aula, ma estendersi anche: alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri dei genitori degli allievi.

La sentenza specifica infatti che “l’insegnante di scuola media è pubblico ufficiale” e di conseguenza sussistono gli estremi per applicare la Legge. Gli insulti sono stati rivolti alla professoressa durante l’orario di ricevimento (momento in cui è in servizio) e sono stati uditi da molte persone che si trovano nei locali della scuola.

L’offesa è stata quindi pubblica e alla presenza di testimoni, come deve avvenire per Legge, e di conseguenza il Giudice ha dato ragione alla professoressa.

La Corte di Cassazione specifica inoltre: la conoscenza di tale violazione da parte di un contesto soggettivo allargato a più persone presenti al momento dell’azione, da compiersi in un ambito spaziale specificato come luogo pubblico o aperto al pubblico e in contestualità con il compimento dell’atto dell’ufficio ed a causa o nell’esercizio della funzione pubblica.

Non in tutti i contesti insultare un docente o un altro pubblico ufficiale è perseguibile legalmente. Devono infatti sussistere delle condizioni ben precise, che comportano l’applicazione della Legge.

I criteri per cui un alunno o un genitore può essere perseguibile dalla Legge sono i seguenti: il reato deve compiersi mentre l’ufficiale è in servizio; devono essere presenti dei testimoni che possano certificare di aver udito gli insulti; l’oltraggio deve avvenire in luogo pubblico o aperto al pubblico; le parole devono essere un oltraggio all’onore e al rispetto dell’ufficiale.

Nel momento in cui tutti questi criteri sopra elencati sussistano il docente può denunciare l’accaduto ed essere tutelato dalla Legge.