Circolo Canottieri, il Comune vieta la pedana già montata

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Circolo Canottieri, il Comune vieta la pedana già montata

Il parere negativo arrivato da Palazzo San Giacomo ha costretto il presidente del Circolo Canottieri a vietare l’utilizzo della pedana in attesa di avere i permessi, che, però, gli anni passati, sono sempre stati concessi subito.

Circolo Canottieri | C’è, si vede, ma non è utilizzabile. Si tratta della ormai consueta pedana che ogni anno viene montata sugli scogli del Circolo Canottieri, ma la cui presenza questa estate si è scontrata con il veto del Comune di Napoli. Un parere negativo arrivato, però, evidentemente solo dopo la costruzione. Sebbene da Palazzo San Giacomo facciano sapere che il documento in questione sia stato inviato sia via mail alla posta certificata dell’architetto che ha presentato l’istanza, che spedito a un indirizzo “fisico”, via posta, al presidente del sodalizio, Achille Ventura. Che, però, di questo documento, come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma del collega Paolo Barbuto, non ha avuto alcuna comunicazione.

Nella serata di ieri la questione ha avuto un chiarimento, in quanto è stato appurato come la notizia sia stata comunicata al circolo solo nella giornata di lunedì, stesso giorno in cui è apparsa sul sito del Comune. Il presidente giallorosso ha immediatamente disposto il divieto ad utilizzare la pedana in attesa di avere i permessi. Gli stessi che da anni vengono richiesti e, appunto, da anni vengono concessi. Tranne questo, quando il dirigente Andrea Ceudech ha presentato una lunga lista di mancanze nella documentazione allegata alla richiesta di realizzazione “di una piattaforma temporanea su scogliera ad uso solarium” di 311 metri quadri.

Le mancanze nella documentazione

Dal punto di vista progettuale, “il grafico non rappresenta lo stato pregresso dei luoghi, lo stato di progetto invece non consente di definire l’intervento tra le opere realizzabili con la proceduta della comunicazione di inizio lavori… in quanto è possibile realizzare opere che devono essere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee, ovvero destinate fin dall’origine a soddisfare esigenze specifiche e chiaramente individuabili e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni”. Non di poco conto la questione dei pareri e delle concessioni da richiedere prima di passare alla realizzazione. “L’istanza è priva della concessione demaniale con autorizzazione alla realizzazione dell’intervento e conseguente progetto approvato dall’Autorità Portuale di Napoli”, senza contare che “non è stato allegato il parere favorevole della Soprintendenza Archeologica”.