Cinema: Addio a Roger Moore la “Spia Gentlman”

968

L’attore britannico Roger Moore è morto in Svizzera all’età di 89 anni dopo una breve ma coraggiosa battaglia contro il cancro. Indimenticabile interprete, per ben sette volte, dell’agente segreto più famoso al mondo – James Bond – e amatissimo attore, con Tony Curtis, nel celebre “The Pesuaders” (Attenti a quei due).

di Carlo Farina – Ad annunciare la notizia è stata la famiglia con un tweet: “Con dolore annunciamo la terribile notizia della morte di nostro padre Roger Moore. Siamo tutti devastati“. Moore è diventato famoso grazie alla partecipazione alla serie televisiva Il Santo e per essere stato il terzo interprete (dopo Sean Connery e George Lazenby) della saga di James Bond. Con un totale di ben sette pellicole, dal 1973 al 1985, è stato l’attore più longevo nei panni dell’agente 007. Di seguito il testo completo dell’annuncio della scomparsa dell’attore da parte della famiglia: “Siamo devastati. È con il cuore colmo di dolore che dobbiamo annunciare che il nostro amato padre, Sir Roger Moore, è morto oggi in Svizzera dopo una breve ma coraggiosa battaglia contro il cancro. L’amore che lo ha circondato nei suoi ultimi giorni è così grande che non può essere quantificato in parole“. “Grazie papà per essere stato quello che sei stato, e per essere stato così speciale per tante persone. I nostri pensieri devono ora rivolgersi a sostenere Kristina (l’ultima moglie, ndr) in questo momento difficile e, in conformità con i desideri di nostro padre, ci sarà un funerale privato a Monaco.roger moore Nato a Londra il 14 ottobre 1927, inizia la sua carriera come disegnatore, lavorando presso un giornale locale. Si accorge ben presto che la sua vera vocazione è nel teatro, e così inizia a frequentare l’Accademia drammatica. Impegnato più tardi a Broadway, viene notato da alcuni “sapienti” produttori che lo scritturano per il cinema. Nasce così l’attore Roger Moore, che nel 1956 ritorna in Gran Bretagna dove comincia a interpretare numerosi episodi della serie “Il Santo”. Conosciuto in Italia come Simon Templar, personaggio creato nel 1928 da Leslie Charteris, si rivela essere un giovane dai modi eleganti che, in giro per il mondo, sfoggia atteggiamenti aplomb, circondato da belle ragazze, che seduce sempre con una certa faciltà. Girò ben 71 episodi in bianco e nero e 47 a colori, riscuotendo un grande successo. Ma è con la serie più famosa degli anni ’70 – “The Persuaders – (in Italia “Attenti a quei due) che Roger Moore raggiunse l’apice del successo, interpretando accanto a Tony Curtis, uno dei personaggi più simpatici della sua carriera cinematografica: Lord Brett Sinclair. Fu un serial televisivo amatissimo dal pubblico, che divenne in breve tempo molto popolare e di gradevole visione per i contenuti mai volgari né tantomeno violenti. roger mooreSempre in giro per l’Europa tra la Costa Azzurra, Montecarlo, Parigi e anche l’Italia, attraverso auto veloci e scintillanti, tra belle donne e avventure di ogni tipo. Merito anche di Tony Curtis, che nei panni di Danny Wilde, un ricco americano con un passato oscuro nel Bronx, crearono una delle coppie cinematografiche più longeve del cinema di tutti i tempi. E non è un caso constatare che anche la sigla divenne uno dei motivi musicali più famosi della storia della televisione, composta dal grande e compianto John Barry. Reduce dal successo di questa fortunata serie televisiva fu, infatti, proprio la televisione a farlo conoscere al grande pubblico, interpretando per ben sette volte l’agente 007 -James Bond – sul grande schermo. Un ruolo importante che fu prima di Sean Connery, che riuscì a “battere”, diventandone il più longevo della serie creata da Jan Fleming. Humor, simpatia e eleganza tipicamente britannica, i segreti di un successo così grande è duraturo, che lo proiettò definitivamente nel mondo del cinema, portandolo ad interpretare moltissimi film di altrettanto successo. Tra questi voglio menzionare L’ultima volta che vidi Parigi del 1954, l’inquietante L’uomo che uccise se stesso del 1970 e l’avventuroso I 4 dell’Oca selvaggia del 1978. In ogni sua interpretazione, spiccava sempre quella sua gradevole aria di aristocratico, che non disturbava mai, ma anzi lo rendeva ancora più simpatico ed elegante, con una classe che non poco gli invidiavano. La sua fortunata carriera d’attore, verrà ricordata sempre per la sua eleganza nei modi e per la sua estrema professionalità artistica che unita a una vita retta e regolare, lo consacra come un uomo di grande spessore umano.