Choc all’ospedale Santobono: padre di un paziente devasta porta del pronto soccorso

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Choc all’ospedale Santobono: padre di un paziente devasta porta del pronto soccorso

Ospedale Santobono: un padre ha devastato la porta del triage dopo che gli era stato negato il permesso di entrare col figlio.

Ennesimo episodio di violenza all’interno di un ospedale partenopeo. Teatro della vicenda è stato questa volta il Santobono, dove verso le 13 di ieri, 28 marzo, è stata sfondata la porta del pronto soccorso.

Come riportato da “Il Mattino”, il padre di un piccolo paziente che si trovava all’interno dell’area medica del Triage, ha prima inveito contro i camici bianchi e poi si è scagliato contro la porta d’accesso al piano terra del presidio ospedaliero: tutto è successo mentre la moglie ed il figlio erano all’interno del reparto per una visita.Choc all’ospedale Santobono: padre di un paziente devasta porta del pronto soccorso L’aggressore aveva chiesto ai sanitari di poter entrare in pronto soccorso per raggiungere i familiari, ma di fronte al no dei medici (i quali lo avevano comunque rassicurato sulle condizioni del bambino, spiegando che è consentita la presenza di un solo accompagnatore) si è lanciato sulla porta di accesso al triage, rompendola. L’uomo è stato fermato dal poliziotto del drappello interno al nosocomio e identificato.

L’episodio è stato denunciato dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, che fa notare come quest’ultimo sia il 24esimo caso dall’inizio del 2019. L’azienda ospedaliera ha affidato al proprio ufficio legale la richiesta di risarcimento del danno all’uomo, che sarebbe un militare dell’Esercito:Choc all’ospedale Santobono: padre di un paziente devasta porta del pronto soccorsoChi danneggia le strutture all’interno degli ospedali – commenta Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanità – deve pagare quanto rotto fino all’ultimo centesimo. Tra l’altro, stando a quanto riferisce l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, l’incivile sarebbe un militare. Se la notizia fosse confermata l’Esercito farebbe bene a valutare l’opportunità del congedo. Soggetti del genere non hanno diritto di far parte delle forze armate”.