Aversa, tre giorni per una vita salutare: arriva il Festival del Buon Vivere

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Aversa, tre giorni per una vita salutare: arriva il Festival del Buon Vivere

Aversa: dal 4 al 6 ottobre la prima edizione del Festival del Buon Vivere. Enrico Sangiovanni (Avis – Casa del Donatore): “Insieme per i corretti stili di vita”.

Una vita salutare. Nei giorni 4, 5 e 6 ottobre 2019, Aversa ospiterà la prima edizione del Festival del Buon Vivere, incentrato sull’importanza dei sani stili di vita, in chiave di prevenzione, educazione, rispetto per l’ambiente, corretta alimentazione, sport, arte e cultura. L’evento è stato organizzato dall’Avis Casa del Donatore di Aversa, largo Sant’Anna in via Orazio Flacco, 1 (presidente Enrico Sangiovanni), dall’Associazione “Liburia Felix” (presidente Enzo Arena) e “Patatrac” (presidente Lucia Cesaro).

Durante la manifestazione, le associazioni occuperanno gli stand appositi, si terrà un convegno e sono previsti spettacoli musicali e momenti di sportivi: “Una persona può definirsi in salute quando inizia a volersi bene – afferma Enrico Sangiovanni -. Non abusare di alcool o anche una semplice passeggiata di trenta minuti al giorno, fa bene. L’alimentazione, poi, è fondamentale perchè ci protegge dal colesterolo alto, dai trigliceridi e dal diabete. Noi siamo quello che mangiamo. Per l’occasione, ai presenzianti saranno dati consigli a 360 gradi”.

L’Avis Casoria è nata negli anni ’50, con l’obiettivo di promuovere la cultura della donazione del sangue: “Vogliamo contribuire al raggiungimento dell’autosufficienza trasfusionale della nostra Regione – dice il punto di riferimento organizzativo -. Un traguardo che manca da più di un anno. Nell’ultimo anno a solare, sono state importate migliaia di sacche provenienti da altre regioni; ciò ha avuto un peso non indifferente sulla spesa sanitaria campana. Donare sangue salva la vita ed è per questo, tra gli altri motivi, che bisogna seguire uno stile di vita consono”.

L’Avis, che collabora alla ricerca scientifica e partecipa a progetti di cooperazione internazionale, fa parte del FIODS. Stiamo parlando di un’organizzazione internazionale che dichiara come obiettivo principale il raggiungimento, negli Stati membri, dell’autosufficienza delle riserve di sangue derivanti da donatori volontari e gratuiti. Inoltre, quest’ente si occupa di armonizzazione delle norme di sicurezza nel processo di donazione e di controllo. Gli obiettivi generali sono: promuovere la donazione regolare anonima, volontaria e gratuita di sangue in tutti i paesi del mondo; lavorare per soddisfare la domanda di sangue umano e di prodotti ematici di alta qualità in ogni paese, in collaborazione con gli enti competenti; assicurare un’applicazione dei mezzi e metodi per garantire la sicurezza del donatore e del ricevente; lotta contro tutte le forme di commercio e di profitto che avvengono con il sangue e derivati, in base al principio che il corpo umano è inalienabile; partecipare a tutte le attività, studi, dibattiti o eventi relativi sia all’organizzazione di trasfusione di sangue o delle associazioni di donatori di sangue, e agli studi di conoscenze e tecniche di trasfusione.

Casa del donatore (provvista di sala prelievi ed ambulatorio), lavora a stretto contatto con l’ospedale Moscati di Aversa ed è particolarmente attiva su tutto il territorio dell’agro aversano: “Ci stiamo integrando sempre più, interagendo anche con altre realtà associative – spiega il responsabile di sede -. Insieme organizzeremo altri eventi per qualificare la città normanna. Napoli e Caserta, dal punto di vista della donazione di sangue, vivono una situazione tragica. In Campania abbiamo quasi 73000 donatori di sangue, troppo pochi per il fabbisogno regionale. Chi vuole donare può farlo sia presso la nostra sede fissa che in una delle nostre autoemoteche, accreditate presso la Regione. In Europa ci si muove per raggiungere standard qualitativi di sicurezza migliori sia per chi dona, sia per chi riceve il sangue. L’Italia non è seconda a nessuno ed è uno dei migliori sistemi trasfusionali al mondo. Avis il suo pilastro. È un diritto di tutti trovare il sangue in ospedale, è un dovere di tutti, almeno per chi può, donarlo”.