#Medici di Strada: il camper riprende il suo viaggio di speranza per le strade di Napoli

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Una buona notizia: “il camper di #Medis è di nuovo in giro per le strade di Napoli”.

Completamente riparato e reso di nuovo perfettamente funzionale, dopo gli atti vandalici che lo avevano reso inutilizzabile, durante la pausa estiva (leggi 2ANews.it del 14 settembre), da pochi giorni è a disposizione di tutti i bisognosi, italiani e stranieri, per prestare assistenza nelle notti napoletane, con i medici e i volontari che animano l’iniziativa, sempre più motivati.

Una riflescampersione a chi pensava di fermare il bene e la compassione, l’entusiasmo nella cura dei senza fissa dimora: è solo una questione di prospettive e nessuno ne è immune.

Ecco una delle tante storie di solidarietà e speranza.

Si chiama Aaqil. Qui lo chiamano Giovanni. E’ Giovanni per Matteo, il fornaio. Lo incontra tutte le mattine, quando viene ad aprire la bottega. Lo scorge nell’angolo, fra Via Busati e Via dei Cigni, infreddolito.

Alza la saracinesca e sistema la giacca nel retrobottega, perché non si impolveri di farina. Indossa il camice bianco, fresco di bucato, che ogni mattina la moglie gli prepara. Poi prende un pezzo di pane dell’ultima sfornata del giorno prima e gliel’offre. Giovanni è contento. Ringrazia con un sorriso.

E’ Giovanni per Tonino, il macellaio. Ha avuto un infarto qualche mese fa. Il medico gli ha consigliato di non fare sforzi. Lui cerca di riguardarsi. Ci tiene alla salute, ha anche smesso di fumare. Quando arriva il camion frigorifero per scaricare la carne, lo chiama e si fa aiutare. Per qualche soldo.

A volte gli regala mezzo pollo.

E’ Giovanni per Carmela. E’ anziana. Vive sola in una grande casa. I figli lavorano al Nord. Vengono sempre per le feste di Natale..

Vorrebbero che anche la loro mamma si trasferisse. Ma Carmela non vuole lasciare la casa e i suoi ricordi. Tutte le mattina va a messa. Sia d’estate che d’inverno. Sia col sole che con la pioggia. Non se ne perde una. Qualche volta si ferma a parlare. “Giovanni hai visto che freddo che fa?”. E gli dona qualche monetina della sua pensione.migranti

E’ Giovanni per Michele. Durante la settimana, puntuale alle otto, gli passa davanti, mano nella mano al suo papà, che lo accompagna a scuola a piedi. Frequenta la terza elementare. La maestra dice che è molto vivace. Racconta storie fantastiche ed è intelligente. Sa un sacco di cose sui Dinosauri. Lo guarda e gli fa le boccacce. Non è un bimbo cattivo. È un bimbo.

È un africano che chiede l’elemosina, per tutti quelli che vanno di fretta, corrono al lavoro o a fare commissioni. Hanno lo sguardo basso, per non vedere. Non si girano ai suoi richiami disarticolati. Forse è handicappato. O forse non conosce la lingua e non sa come chiedere un piccolo aiuto. Sta lì, seduto su un cartone, con le gambe raccolte e intralcia il passaggio. Devono stare attenti  per non inciampare.

È Aaqil per la sua gente. Nel suo paese era muratore, impastava mattoni. Il suo nome significa saggio, intelligente, sensibile, prudente. Ma non è stato prudente a lasciare la sua casa. Ha dovuto affrontare il mare, insieme a quelli come lui. Era necessario.  È venuto qui a raccogliere le briciole. Ora suo padre ha i soldi per comprare i semi per il nuovo raccolto.

(Da Racconti nella rete 2015 – Edizioni Nottetempo)

Ci vediamo per le strade di Napoli! (Medici di Strada)