Lunedì 23 marzo 2026 il Teatro Mercadante accoglierà la presentazione del terzo e del quarto volume delle “Commedie inedite” di Eduardo Scarpetta.
Nel solco della memoria teatrale napoletana, dove ogni gesto scenico sembra dialogare con un secolo di storia, si prepara un appuntamento che ha il sapore di una restituzione culturale. Lunedì 23 marzo 2026, alle ore 18, il Teatro Mercadante accoglierà la presentazione del terzo e del quarto volume delle “Commedie inedite” di Eduardo Scarpetta, curati con rigorosa passione dal saggista e storico del teatro, Mariano D’Amora.
Si tratta di un ulteriore passo di quella vasta e preziosa operazione editoriale che sta riportando alla luce un patrimonio drammaturgico rimasto per decenni custodito tra manoscritti familiari e archivi privati. I due nuovi tomi coprono gli anni dal 1880 al 1883 e dal 1884 al 1890, restituendo alla scena e agli studiosi nuove pagine di quel teatro arguto, popolare e insieme modernissimo che fece di Scarpetta uno dei protagonisti assoluti della vita artistica napoletana tra Otto e Novecento.
In queste commedie ritrovate si intravede il laboratorio creativo di un autore che seppe trasformare il gusto del pubblico in linguaggio scenico, dando vita a un universo di caratteri, situazioni e dialettiche sociali che ancora oggi risuonano familiari. È un teatro vivo, nervoso, spesso sorprendente, che testimonia l’incessante lavoro di un capocomico deciso a rinnovare i meccanismi della comicità e a interpretare i mutamenti della società del suo tempo.
A dialogare con il curatore nel corso dell’incontro sarà Giuseppe Giorgio, giornalista e critico teatrale da anni attento osservatore delle vicende culturali partenopee. Il confronto offrirà l’occasione per approfondire non soltanto il valore filologico dell’impresa editoriale, ma anche la sua importanza per comprendere fino in fondo la parabola artistica di Scarpetta e la genealogia del teatro napoletano moderno.
Ad arricchire la serata saranno le letture affidate all’attore Gianfelice Imparato, interprete di rara sensibilità capace di restituire con misura e intensità il respiro della parola teatrale. Attraverso la sua voce, quelle pagine nate oltre un secolo fa torneranno a vibrare nello spazio scenico, come se l’autore fosse ancora tra le quinte a guidarne il ritmo.
Sarà dunque più di una semplice presentazione libraria: un incontro con la storia viva del nostro teatro. Perché ogni nuova pagina di Scarpetta che riemerge dagli archivi non è soltanto un documento ritrovato, ma una finestra spalancata su quell’epoca fervida in cui Napoli seppe inventare una delle più fertili tradizioni teatrali d’Europa. E riascoltare oggi quelle voci significa, in fondo, tornare a interrogare le radici stesse della nostra scena.
