Sanità: reflusso gastroesofageo, uno studio italiano rivela chi ne soffrirà

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Reflusso gastroesofageo: ecco di cosa si tratta e possibili rimedi

Grazie alla brillante intuizione della dottoressa Daniela Barberini, presidente della Cooperativa Alint-Logopedia e del suo gruppo di lavoro, ha permesso di verificare la correlazione statisticamente rilevante tra la presenza di frenulo linguale corto o breve (la sottile lamina di tessuto che congiunge la parete ventrale della lingua alla mucosa del pavimento della bocca) e la comparsa della malattia da RGE.

Il dato emerso dallo studio consente non solo di intervenire in modo adeguato per curare questa malattia che colpisce un gran numero di persone, ma permette anche di elaborare un nuovo trattamento del RGE che si avvale della possibilità di intercettare i pazienti prima dell’esordio dei sintomi e attenuare se non evitare questa nuova malattia così diffusa.

La raccolta dei dati ha visto l’importantissima collaborazione tra i medici generalisti operanti sul territorio delle cooperative Medifam di Napoli e Banchi di Sopra di Siena oltre al Censmet- Centro studi sul Territorio, con sede presso il Dipartimento Sanità Pubblica dell’Università Federico II di Napoli, operante in Campania e le logopediste di Alint-Logopedia Integrata.

Lo studio REFREC (Reflusso e Frenulo Corto), questo l’acronimo,  nasce da un protocollo strutturato dalla dottoressa Daniela Barberini, in collaborazione con il dott. Salvatore Marotta, presidente della cooperativa Medifam.

Diagnosi – Bruciore di stomaco, acidità e rigurgito: sono i tipici sintomi del reflusso gastroesofageo (RGE), un disturbo molto comune che, spesso, viene affrontato con leggerezza: le persone che ne soffrono spesso non lo sanno, a volte tendono a banalizzare i sintomi oppure decidono di affrontarlo con mezzi propri, assumendo antiacidi.

sanità rge
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Si verifica quando il contenuto gastrico refluisce nell’esofago, causando sintomi severi e frequenti, determinando una vera e propria malattia, la cosiddetta malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE).

La patologia esofagea da reflusso negli ultimi decenni ha subito un incremento dovuto alle mutate abitudini alimentari, di vita, di lavoro.

L’incidenza nella popolazione dei paesi industrializzati va dal 20 al 40%, in gruppi di età compresa tra 45-54 anni, con un aumento dell’incidenza fino al 46% nell’età tra 64-74 anni. Anche i bambini possono soffrirne: il 50% tra 0 e 3 mesi di vita può avere almeno un episodio di rigurgito giornaliero.

La malattia influisce negativamente sulla qualità di vita dei pazienti, condizionandone il sonno, l’attività lavorativa, sociale e fisica.

Quindi non accadrà più, che, nonostante i sintomi siano di rilevante importanza, i pazienti non riferiscono in modo appropriato i loro disturbi, causando così una sottostima degli stessi e un ritardo nell’impostazione di una corretta terapia.

Da oggi finalmente i medici, grazie a questa ricerca, riusciranno a diagnosticare in anteprima che ne soffre e chi ne soffrirà.