mercoledì, Gennaio 14, 2026

Sanità, Campania adempiente ma sotto la media nazionale sui Lea: 13ª in Italia

Sanità in Campania: la Regione è adempiente sui Lea ma resta 13ª in Italia. I dati Gimbe 2023 e l’allarme sulle diseguaglianze territoriali.

La Campania risulta regione adempiente rispetto ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), ma resta in posizione medio-bassa nella graduatoria nazionale, occupando il 13° posto su 21 tra regioni e province autonome. È quanto emerge dai dati 2023, gli ultimi disponibili, illustrati dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, durante un’audizione presso la Commissione Affari costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega sui Lep (Livelli essenziali delle prestazioni).

Secondo il nuovo sistema di garanzia, in Italia sono otto le regioni non adempienti. La Campania rientra dunque tra quelle che rispettano formalmente gli standard minimi, ma con performance lontane dalla media nazionale e soprattutto dalle regioni di vertice.

Il punteggio Lea della Campania

Nel dettaglio, la Campania registra un punteggio complessivo di 206 negli adempimenti Lea, a fronte di una media nazionale pari a 226. Un dato che la colloca ben al di sotto delle regioni più virtuose:

  • Veneto: 288 punti

  • Toscana: 286 punti

  • Emilia-Romagna: 278 punti

La Campania precede comunque alcune realtà, come:

  • Provincia autonoma di Bolzano: 202

  • Molise: 193

  • Sardegna: 192

Le tre aree monitorate

L’analisi Gimbe prende in considerazione tre macro-aree del sistema sanitario:

  • Prevenzione: 62 punti

    • 16° posto nazionale

    • 36 punti in meno rispetto ai primi, Trento e Veneto

  • Area distrettuale: 72 punti

    • 13° posto

    • 24 punti in meno rispetto al Veneto, primo in classifica

  • Area ospedaliera: 72 punti

    • 15° posto

    • 25 punti in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento, capolista

Cartabellotta: “Lep e Lea non sono la stessa cosa”

Nel corso dell’audizione, Cartabellotta ha espresso una forte critica all’impostazione del Governo sul tema dei Lep sanitari.

“I livelli essenziali delle prestazioni non coincidono con i livelli essenziali di assistenza, né sul piano normativo né su quello sostanziale”.

Secondo il presidente di Gimbe, la scelta di equiparare Lep e Lea, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte costituzionale, avrebbe un obiettivo politico preciso:

“Accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze”.

Il rischio, ha sottolineato Cartabellotta, è quello di cristallizzare per legge le differenze regionali, penalizzando ulteriormente il Mezzogiorno e caricando le regioni del Nord di un eccesso di mobilità sanitaria.

Un quadro che resta critico

I dati confermano come la Campania, pur avendo superato la soglia minima di adempienza, continui a soffrire di criticità strutturali nella sanità pubblica, soprattutto nei settori della prevenzione e dell’assistenza territoriale, restando distante dai livelli di eccellenza registrati in altre aree del Paese.

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