Il potere dell’effetto “nocebo” se il farmaco costa di più

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Come le nostre convinzioni influenzano il nostro organismo dal punto di vista biologico. La scienza dimostra il potere dell’effetto “nocebo”.

di Maria Sordino – Credere che un farmaco possa provocare effetti collaterali anche gravi ci fa stare male davvero. La colpa è dell’effetto nocebo, il “gemello perfido” dell’effetto placebo. Mentre nel caso di quest’ultimo si instaurano aspettative positive che migliorano i sintomi della malattia anche in assenza di un principio attivo, nel caso di effetto nocebo l’azione è contraria: insorgono dolori e altri sintomi spiacevoli a causa delle nostre convinzioni. Di recente, un nuovo studio pubblicato su Science, ha dimostrato che l’effetto nocebo può essere influenzato dal prezzo dei farmaci: secondo questa ricerca, condotta dalla University Medical Center Hamburg-Eppendorf e dalla University of Maryland di Baltimora, la gente sarebbe più vulnerabile agli effetti collaterali di un farmaco, se questo è particolarmente costoso.

Nello studio sono stati reclutati un campione di 49 volontari sani. Una parte sono stati trattati con una pomata  contro la dermatite atopica, mentre gli altri con una inerte, cioè dall’identico aspetto ma priva di principi attivi. A tutti però era stato fatto credere che si trattasse sempre del farmaco vero così come a tutti era stato riferito che la medicina provoca iperalgesia, cioè aumenta la percezione del dolore in seguito a una stimolazione (un effetto collaterale reale del vero farmaco). Ma mentre a una parte del campione  il prodotto è stato presentato come un farmaco generico, ad altri come un prodotto di marca e più costoso. La reazione a uno stimolo doloroso (dagli autori è stato scelto uno stimolo termico) è stata poi valutata con risonanza magnetica funzionale. I risultati hanno dimostrato una maggiore sensibilità allo stimolo doloroso in coloro che avevano usato il prodotto “più costoso”, mentre le persone che avevano applicato la crema più economica segnalavano in maniera minore questo disagio.

Secondo gli esperti, probabilmente la gente si aspetta che un farmaco costoso sia più potente, e che abbia quindi degli effetti collaterali più importanti. In altre parole, le aspettative influenzano la nostra percezione del dolore e favoriscono l’effetto nocebo. Da segnalare che le variazioni dell’attività cerebrale osservate durante lo studio attraverso la risonanza magnetica funzionale, hanno indicato che le percezioni hanno un fondamento organico e che quindi le persone non immaginano il dolore, lo sperimentano veramente, a dimostrare che l’effetto nocebo non è dunque un puro fenomeno psicologico.

Che si tratti di dolore, prurito, stanchezza, nausea, molti di noi soffrono occasionalmente di effetti collaterali quando assumono farmaci, effetti a volte così forti da indurci a rinunciare al farmaco. Le aspettative dei pazienti svolgono, dunque, un ruolo importante nel processo di cura. Parlare in maniera attenta dei farmaci, dei loro benefici e dei potenziali effetti collaterali è fondamentale, quindi, per la riuscita del trattamento.