Coronavirus, Spallanzani: “Comunicare solo i casi clinici rilevanti”

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Coronavirus, Spallanzani:

Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, in conferenza stampa: “I tamponi su larga scala hanno fatto emergere molti positivi al coronavirus, ma esserlo non vuol dire essere malati”.

Cambia definizione e la comunicazione dei casi di coronavirus in Italia: “In Italia comunicheremo i casi clinicamente evidenti, di pazienti in rianimazione e di morti, esattamente come avviene in tutti gli altri Pesi del mondo”, lo ha spiegato in conferenza stampa Giuseppe Ippolito il direttore scientifico dello Spallanzani, aggiungendo: “I positivi ai tamponi fatti per qualsiasi altro motivo andranno in una lista separata, estremamente importante per la definizione della situazione epidemiologica”.

“Tutti i paesi del mondo – ha proseguito Ippolito – rendono noti i casi di infezione che sono sintomatici. I tamponi su larga scala hanno fatto emergere molti positivi ma essere positivi non vuol dire essere malati”. Nella cura del coronavirus è “importante l’identifiazione precoce del caso e la gestione rapida dell’insufficienza espiratoria”. “Il 95% dei casi non ha bisogno di tali interventi”. Quindi “dobbiamo mantenere la calma”.

Inoltre, “non c`è motivo né bisogno di una corsa alle mascherine”, ha sottolineato Ippolito, ricordando che invece è “importante lavarsi le mani con sapone o gel disinfettante”.

Intanto, il paziente zero dei focolai italiani di coronavirus non è stato ancora individuato ma si continua a cercarlo e “le risposte arriveranno nei prossimi giorni”. Il paziente zero, infatti, “non era il manager rientrato dalla Cina, perché gli esiti sull’accertamento degli anticorpi hanno dato esito negativo, quindi non aveva contratto il virus. Non abbiamo dati definitivi sul rintraccio dei contatti e c’è un’indagine in corso da parte dei tecnici del dipartimento prevenzione delle regioni con il supporto tecnico dell’Iss”, e “nei prossimi giorni avremo le risposte”.

Ippolito ha ribadito come “ci vorranno mesi forse un anno per arrivare ad un vaccino per il coronavirus”, ricordando che “l’uso della piattaforma vaccinale è il sistema migliore e più veloce” e ha, inoltre, annunciato: “Stiamo lavorando alla possibilità di mettere insieme nuova piattaforma vaccinale”.