RITZ ORTOLANI: un ricordo a 100 anni dalla sua nascita

Cento anni fa nasceva a Pesaro uno dei più grandi musicisti e autore di indimenticabili colonne sonore, dagli sceneggiati televisivi Rai, ai più famosi e disparati film Holliwoodiani, lasciando un ricco patrimonio musicale invidiabile.   

Il 25 marzo 1926, esattamente cento anni fa, Pesaro dava i natali ad uno dei più grandi ed apprezzarti musicisti della storia italiana: Ritz (all’anagrafe Riziero) Ortolani. Non è un’impresa facile ricordare e celebrare una delle figure centrali della musica italiana, che ha caratterizzato il mondo musicale e cinematografico del Novecento, tuttavia è invece doveroso e necessario dedicare ampio spazio ad un uomo che ha contribuito allo sviluppo innovativo e poliedrico della cultura, attraverso un significativo e prezioso percorso musicale di cui oggi, vergognosamente, non c’è traccia, o meglio, non c’è la dovuta attenzione verso il suo lodevole e significativo lavoro di musicista, direttore d’orchestra e compositore sapiente e illuminato anche e soprattutto di celeberrime colonne sonore.

Nella sua città natia, già menzionata all’inizio, non ancora ventenne compie gli studi musicali dove si diploma al conservatorio Gioachino Rossini: qui già si delinea una certa predisposizione al suo genio musicale. La prematura perdita del padre gli impedisce di poter seguire i corsi per direzione d’Orchestra presso l’Accademia Chigiana di Siena e, quindi, si trasferisce a Roma, iniziando a lavorare come pianista in alcune orchestre della Rai, entrando poi successivamente come primo flauto, strumento con il quale si distingue subito, in un’orchestra radiofonica.

Quando assume la direzione dell’orchestra jazz-sinfonica della Rai, per una nuova trasmissione settimanale Occhio Magico, Ritz Ortolani non è ancora un affermato compositore, ma questa grande opportunità lo proietta verso una popolarità immediata e gratificante, diventando in poco tempo uno dei più apprezzati arrangiatori della Rai. La sua brillante partecipazione, inoltre, al corso di orchestrazione per banda, gli dà la possibilità di trascrivere per questo tipo di organico orchestrale, tutte le nove Sinfonie di Beethoven.

Il talento di Ritz Ortolani inizia a questo punto a prendere definitivamente forma, e i suoi arrangiamenti iniziano a suscitare l’interesse di un pubblico sempre più attento e numeroso: con l’abile fusione degli archi con i fiati, Ortolani riesce a valorizzare al massimo le ampie possibilità che i due diversi timbri musicali possono offrire al virtuosismo delle due sezioni citate, usate con grande maestria e profonda conoscenza delle complicate leggi dell’armonia.

Dopo aver già composto le musiche per alcuni gialli radiofonici, un genere che dagli anni ’50 in poi era molto in voga perché univa il fascino del mistero alle avvincenti indagini, Ortolani lavorò anche alle musiche di due celebri sceneggiati televisivi, Piccole donne e L’Alfiere, riscuotendo un certo successo. La sua carriera artistica iniziava a delinearsi, ma fu solo nel 1962 che il suo nome divenne molto noto in ambito cinematografico, e precisamente per il film Mondo cane, grazie alla sua celeberrima e indimenticabile colonna sonora, il cui tema del suddetto film dal titolo MORE, divenne così famoso da far quasi dimenticare il film per il quale era stato scritto.

Grazie a questo suo tema musicale, nel 1964 ottiene a Hollywood, la sua prima nomination agli OSCAR e successivamente gli viene assegnato il GRAMMY AWARD dell’Accademia delle Arti e Scienze di New York come miglior tema strumentale, consolidando un primato e una notorietà che era solo all’inizio della sua fortunata e prestigiosa carriera artistica. Da questo momento la sua vena creativa troverà spazio nelle più disparate e celebri produzioni televisive, a cominciare da quelle indimenticabili dirette da Anton Giulio Majano: da La Cittadella (1964) a David Copperfield (1965), da La fiera delle vanità (1967) a La freccia nera (1968), da E le stelle stanno a guardare (1971) a Castigo (1977).

Sei magnifici e intramontabili sceneggiati televisivi, nei quali comparivano tra l’altro attori del calibro di Alberto Lupo, Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà, Aldo Reggiani, Loretta Goggi, Glauco Onorato e tanti altri protagonisti di un periodo lontanissimo e decisamente irripetibile, le cui immortali colonne sonore di Ortolani hanno contribuito sensibilmente al successo di questi “piccoli” capolavori cinematografici di una televisione ormai oggi inesistente.

Il suo spiccato talento musicale non poteva non emergere e continuare anche con le produzioni più grandi e impegnative, dove la sua attività cinematografica si fa decisamente molto più corposa: lavora con la M.G.M. per il film americano The yellow Rolls-Royce per il quale scrive il bellissimo tema musicale FORGET DOMANI, ottenendo la vittoria ai GOLDEN GLOBE, come miglior canzone da film.

Si tratta di un lusinghiero riconoscimento che fino ad allora nessun compositore italiano aveva mai ricevuto per un suo lavoro cinematografico musicale. La sua popolarità pertanto si allarga e, superando i confini italiani, continua a collaborare con grande successo a numerose produzioni internazionali, come Buona sera, MRS. Campbell, Help me to dream, Most of all there’s you, The sevent dawn e tanti altri titoli memorabili, collaborando tra l’altro con registi del calibro di Vittorio De Sica, Dino Risi, Carlo Lizzani, Alessandro Blasetti, Steno, Florestano Vancini, Luigi Zampa e tanti altri ancora.

Inoltre, per il delicato e malinconico film di Pupi Avati Una gita scolastica, scrive uno dei temi più belli e struggenti sulla gioventù che non torna mai più L’incanto, con le significate parole di Jaja Fiastri, superba commediografa e sceneggiatrice: Vivi l’incanto di questo istante, e non ti chiedere per quanto e perché, solo un momento dura l’incanto, poi dovrai vivere vita com’è, interpretata poi egregiamente dalla delicata voce di Rossana Casale.

RITZ ORTOLANI: un ricordo a 100 anni dalla sua nascita

Scriverà ancora per Pupi Avati in altri suoi film come Festa di Laurea e Regalo di Natale, per poi comparire anche come autore e direttore d’orchestra nella scena finale di Ma quando arrivano le ragazze? del 2005, mentre dirige l’ultimo movimento del Concerto per Tromba in mi maggiore di Hummel, che gli vale il David di Donatello 2005, come miglior musicista.

Sua è anche la bellissima Fratello sole Sorella luna, il tema principale del celeberrimo film omonimo di Franco Zeffirelli, del 1972, liberamente ispirato alla vita e alle opere di San Francesco, e portato al successo da Claudio Baglioni, e forse ancora oggi qualcuno crede che sia anche l’autore della musica.

Scrive inoltre le musiche anche per Cari genitori del 1973, diretto da Enrico Maria Salerno, e il tema Caro nome mio, dal film Girolimoni, il mostro di Roma del 1972 di Damiano Damiani, che vuole riportare la verità sul clamoroso caso di questo vergognoso atto d’accusa verso Girolimoni, interpretato egregiamente da un immenso Nino Manfredi. Ci sarà poi un’altra importante collaborazione con Damiano Damiani, per il quale scriverà un drammatico quanto abile tema musicale per la fortunata Prima serie televisiva della Rai La piovra, del 1984, fino alle musiche, l’anno successivo, per l’omonima serie televisiva Cristoforo Colombo diretta da Alberto Lattuada.

Nel 1964 sposa Katyna Ranieri, superba cantante italiana che porterà al successo alcuni dei suoi (di Ortolani) brani più famosi come MORE e FORGET DOMANI, grazie alla quale lanciò gli stessi negli Stati Uniti, contribuendo alla popolarità internazionale di Ritz Ortolani, continuando una lunga e proficua collaborazione in molti suoi concerti. Non a caso l’orchestra resta la sua passione più grande, alla quale si è dedicato a lungo nel corso della sua fruttuosa e brillante carriera artistica, con serate dedicate a concerti di musiche “da film” eseguite con orchestre sinfoniche, come ad esempio Tribute to Ingrid (naturalmente Bergman), con l’Orchestra del Teatro la Fenice di Venezia, o con la Vienna Pops Orchestra o ancora con l’Orchestra Filarmonica De la Universidad De Mexico.

E l’elenco potrebbe ancora continuare, ma voglio solo ricordare che nel 2001 presenta la sua prima sinfonia “Sinfonia della Memoria” strutturata nei classici quattro movimenti, mentre nel 2004 presenta al Maggio Musicale Fiorentino il suo primo balletto “In una parte di cielo” liberamente ispirato alla vita di Michelangelo e, infine, nel 2007 realizza un lusinghiero progetto teatrale ispirato alla cosiddetta “Congiura del Pazzi” dal titolo “Il Principe della Gioventù” per il quale scrive, insieme a Ugo Chiti, anche il libretto e l’orchestrazione, riscuotendo un grande successo: peccato non venga mai proposta nei teatri italiani, abbandonata ad un vergognoso e immeritato oblio.

Questo doveroso e necessario ricordo, vuole essere un piccolo contributo alla memoria di un grande musicista e direttore d’orchestra, nonché raffinato autore di celebri colonne sonore, che meriterebbe non solo la dovuta attenzione, ma anche molto più spazio nel vasto mondo musicale contemporaneo, con un omaggio per esempio da parte della Rai, giusto e necessario per il contributo fattivo che ha dato a questa azienda, negli anni d’oro di una televisione che oggi non esiste più.

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