Raiz: il 20 marzo esce la nuova versione di “Rosa”. Nel video gira per le sale di Capodimonte danzando con la figlia Lea tra amore e riscatto.
Raiz torna a far parlare di sé con un progetto che fonde realtà e finzione, portando sul piano personale uno dei brani più amati nati per il piccolo schermo. Venerdì 20 marzo segnerà l’approdo su tutte le piattaforme digitali della nuova versione di “Rosa“, canzone composta originariamente nel 2024 per la celebre serie “Mare Fuori“.
Se nella fiction il brano rappresentava l’amore paterno del boss Don Salvatore Ricci verso la figlia Rosa, in questa nuova veste l’artista decide di spogliarsi dei panni del personaggio per vestire quelli, autentici, di padre nella vita reale.
Un video d’autore al Museo di Capodimonte
Il rilascio del brano è impreziosito da un cortometraggio musicale girato in una cornice d’eccezione: il Museo e Real Bosco di Capodimonte. Sotto la direzione e le coreografie di Alessandra Sorrentino, Raiz accompagna i passi di danza della sua vera figlia, Lea, all’interno del suggestivo Salone da Ballo della Reggia. Secondo quanto riportato dall’Ansa, il direttore del museo, Eike Schmidt, ha accolto con entusiasmo la proposta del cantante, vedendo in questa collaborazione un’opportunità straordinaria per promuovere il patrimonio storico attraverso un messaggio di bellezza e riscatto sociale.
Dalla finzione alla realtà: il significato di “Rosa”
Il testo di “Rosa” ha sempre posseduto una valenza speculare. Sebbene fosse nato come dedica al personaggio interpretato da Maria Esposito nella serie, Raiz ha rivelato che la vera musa ispiratrice è sempre stata sua figlia Lea. La canzone esplora il tema universale della genitorialità: il desiderio di un padre di vedere la propria figlia crescere serena, lontana dalle ombre del passato. È il racconto di un sogno che immagina per lei traguardi importanti — una laurea, una famiglia, un futuro radioso — mantenendo sempre quel legame profondo rappresentato dal camminare mano nella mano.
La bellezza come antidoto all’oscurità
L’interpretazione visiva curata da Alessandra Sorrentino trasforma la paternità in una metafora di un viaggio verso territori inesplorati, dove il movimento del corpo sostituisce le parole. Per Raiz, ambientare il video a Capodimonte significa scegliere consapevolmente la bellezza come contrappeso alla negatività dei ruoli interpretati al cinema o in tv. L’artista sottolinea come ogni opera non sia mai distante dalla propria introspezione, e “Rosa” diventa così il simbolo di una possibilità diversa, un’altra storia fatta di rispetto e amore che supera ogni barriera tra arte e vita vissuta.
Visualizza questo post su Instagram
