Vincenzo De Luca contro Beppe Grillo: “Asino geniale”

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Vincenzo De Luca contro Beppe Grillo: “Asino geniale”

Vincenzo De Luca: il governatore della Campania ha attaccato il fondatore del M5S (definendolo “asino geniale”).

Si sa, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è uno che non le manda a dire. Ai microfoni di Lira tv, il governatore attacca stavolta Beppe Grillo, fondatore del M5S, definendolo “asino geniale”: “Nel suo campo, come comico, è geniale, pungente, trasgressivo, irridente, ci ha fatto divertire – ha affermato De Luca- ma è un somaro perché ha diffuso, per dieci anni, la cultura della violenza verbale, diventata anche fisica. Gli atteggiamenti di squadrismo presenti in alcuni Cinque stelle sono impressionanti”.

Il governatore della Campania è un fiume in piena: “Ha trascorso 10 anni a sputare su interlocutori, a prendere il giro il mondo, a diffondere l’idea che la purezza è dei 5 stelle e tutto il resto non era noia, ma corruzione e degenerazione – ha aggiunto – Poi, però, apprendiamo che il loro capo politico vive in 150metri quadri abusivi condonati pere 3mila euro.

Vincenzo De Luca contro Beppe Grillo: “Asino geniale” Loro hanno diffuso l’idea, a vantaggio di un capo somaro, che potessero fare tutto. Lo aveva già detto Lenin in altri tempi e già allora era una bestialità, ora lo hanno ripreso loro, questi geni della politica, e hanno convinto che governare uno Stato e padroneggiare una macchina amministrativa infernale sia cosa alla portata di tutti”.

C’è poi un ultimo attacco: “In una sua ultima performance, si è presentato mascherato dicendo di non aver capito niente di quello che oggi fa la politica in Italia. Avrebbe dovuto dire che non capisce niente di quello che fanno i Cinque stelle. Doveva arrivare a 70 anni per capire che non si sarebbe capito niente? – ha concluso – Questa è l’Italia, ma passerà questa fase di narcotizzazione che ha vissuto il Paese”.

Non è la prima volta che De Luca attacca apertamente i vertici pentastellati: basti pensare che due anni fa Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico furono definiti “tre mezze pippe”.