Renzi a Pietrarsa per la Conferenza Programmatica del PD

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Ultimi mesi di Parlamento, coalizione ampia. Dopo le polemiche su Visco il premier chiede a Renzi una

Ultimi mesi di Parlamento, coalizione ampia. Dopo le polemiche su Visco il premier chiede a Renzi una “conclusione ordinata della legislatura”.

Matteo Renzi ha dato il via alla Conferenza programmatica del Pd. Il segretario del partito è seduto in prima fila nel Museo di Pietrarsa, a Portici (Napoli), e ha ascoltato gli interventi che si sono susseguiti sul palco. Il dibattito si è svolto in un hangar con la platea posizionata tra due ali di vagoni storici di treni. La tre giorni di lavori, aperta dall’inno di Mameli, si intitola “Italia 2020” e vede la presenza di dirigenti e parlamentari del Pd, insieme con Renzi. E’ prevista la partecipazione del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Tra le vecchie locomotive e maxischermi nella sala che si affaccia sul golfo di Napoli, si alterneranno gli interventi sui diversi temi. “Il museo rappresenta un pezzo di storia importante del nostro Paese”, ha detto il presidente del Pd Matteo Orfini, aprendo l’evento.

Ultimi mesi di Parlamento, coalizione ampia. Dopo le polemiche su Visco il premier chiede a Renzi una "conclusione ordinata della legislatura".Fuori dal Museo alcuni ricercatori del Cnr hanno manifestato in camice bianco per protestare contro il precariato ormai “insostenibile” nel mondo della ricerca.“Da qui si apre una nuova partita e si ritrova l’unità per il Centrosinistra” e il messaggio che il Pd di Matteo Renzi lancia dal museo ferroviario di Pietrarsa: un capannone che ospita la conferenza programmatica Dem. Domani a bordo del treno Dem che è parcheggiato a Pietrarsa scoppierà la pace – anticipano i renziani – tra Renzi e Paolo Gentiloni. Quella di Bankitalia è una “vicenda chiusa”, assicura il segretario.

I rapporti tra governo e partito sono tesi e, anche se tutti assicurano che si andrà avanti uniti fino alla fine di una legislatura che potrebbe avere come atto finale la legge sulle unioni civili, è il “come” a preoccupare il governo. Sul futuro del partito lo scontro su Visco e anche l’addio di Grasso lasciano strascichi e preoccupazione.

Su Bankitalia “governo, Banca d’Italia e il presidente della Repubblica hanno scelto di confermare il Governatore uscente. Abbiamo preso atto di questa scelta, che non condividiamo ma che rispettiamo e ho augurato buon lavoro per i prossimi sei anni al governatore Visco”. Scrive poi Matteo Renzi sulla sua ultima Enews.

“Il fatto che abbiamo avuto opinioni diverse con Gentiloni è per molti aspetti persino fisiologico: sono felice che Paolo sia con noi alla conferenza programmatica del Pd e sul treno che sosterà a Pietrarsa. Spero che finalmente si parli di futuro, io ce la metterò tutta” conclude il leader Pd. Dal palco Gentiloni chiede a Renzi di favorire “una conclusione ordinata della legislatura” e anche di lavorare ad una coalizione: “Un assetto largo aperto verso il centro e verso la sinistra”. Nel concludere il suo intervento Gentiloni – come anche Minniti – rinnova l’impegno del governo ad approvare “lo ius soli prima della fine della legislatura”. Quasi implora: “La campagna contro l’Europa lasciamola a qualcun altro”. Ma l’impressione è che il dado sia ormai tratto. La legislatura è finita. E Renzi ha il potere di decidere chi mettere in lista per le elezioni di primavera. La campagna elettorale dunque la decide lui e gli altri leader possono solo permettersi distinguo senza potere reale.