LSU Pozzuoli: M5S chiede che il Comune provveda alla loro stabilizzazione

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LSU Pozzuoli: M5S chiede che il Comune provveda alla loro stabilizzazione

LSU Pozzuoli: i consiglieri Caso e Critelli chiedono con urgenza che il Comune acceda al riparto dei fondi per la stabilizzazione di oltre 200 lavoratori.

I consiglieri M5S del Comune di Pozzuoli, Antonio Caso e Domenico Critelli, insieme con il collega di “Pozzuoli Ora”, Raffaele Postiglione, hanno sottoposto al voto del Consiglio Comunale un Ordine del Giorno con il quale, se approvato, si darà mandato al primo cittadino, Vincenzo Figliolia, di candidare la città al riparto dei fondi destinati dal Bilancio dello Stato alla stabilizzazione degli oltre 200 LSU che l’Ente flegreo ha in pancia.

Per accedere alla misura, il Sindaco dovrà presentare, entro il 31 gennaio, un’istanza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la quale viene garantito il finanziamento per l’assunzione a tempo indeterminato degli LSU, anche con contratti di lavoro a tempo parziale e, soprattutto, anche in deroga alla dotazione organica, al piano di fabbisogno del personale ed ai vincoli assunzionali previsti dalla vigente normativa. La nuova opportunità legislativa nasce da due emendamenti alla Manovra 2020-22 presentati dal senatore calabrese pentastellato Giuseppe Auddino, e sostenuti da una nutrita truppa di senatori campani del Movimento 5 Stelle. La più rilevante novità della norma è che, grazie anche all’impegno del sottosegretario al MEF, Laura Castelli, la spesa per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili è storicizzata, vale a dire garantita con un incremento di 9 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.LSU Pozzuoli: M5S chiede che il Comune provveda alla loro stabilizzazioneLa scadenza per la presentazione dell’istanza è a dir poco imminente”, fa notare il consigliere Antonio Caso. “Ci aspettiamo dunque una assunzione di responsabilità da parte dell’intero Consiglio Comunale. Lanciamo un appello ai colleghi di maggioranza e opposizione, perché sostengano la calendarizzazione urgente di un Consiglio monotematico, che approvi per tempo la possibilità, per oltre 200 famiglie, di potere approdare ad uno standard di vita degno dell’impiego nella Pubblica Amministrazione. Adesso gli Enti non hanno più scuse. – conclude Caso – La norma del M5S ha messo i soldi, e ha fornito la deroga ai limiti assunzionali dei Comuni. Confidiamo di potere ispirare azioni come la nostra, che richiamino le Amministrazioni ai loro doveri verso la cittadinanza, indipendentemente dal colore politico”.

Prende posizione sulla mossa di Antonio Caso e Domenico Critelli pure il consigliere regionale M5S, Gennaro Saiello: “Da anni ci battiamo per restituire dignità a queste persone. Tanti gli atti depositati, l’ultimo a dicembre in occasione della legge di Bilancio. Un emendamento a mia firma per avviare le procedure necessarie a stabilizzare la posizione di migliaia di persone, che da 24 anni sono sfruttate ed utilizzate per colmare le carenze degli Enti locali. Emendamento purtroppo bocciato dalla maggioranza guidata da De Luca, sia in Commissione che in Aula. – spiega il consigliere Saiello, che prosegue – La Regione ha mostrato, fino ad oggi, una chiusura netta rispetto a chi quotidianamente lavora braccio a braccio con i dipendenti pubblici. Continueremo a far sentire la voce dei lavoratori socialmente utili a qualsiasi livello istituzionale. A Pozzuoli, grazie ai nostri consiglieri, mi auguro che si possa cogliere l’opportunità tracciata dal nostro Governo”.

Infine, a sostenere l’iniziativa dagli scranni del Parlamento, la senatrice M5S Silvana Giannuzzi, tra i primi firmatari della norma Auddino. La Senatrice ha incontrato gli LSU puteolani lo scorso 28 dicembre: “Sono al fianco dei nostri consiglieri comunali in quest’opera di sollecito al sindaco Figliolia, per restituire la dignità ai 200 LSU puteolani. – dichiara la Giannuzzi – La città non perda il treno del riparto dei fondi per la stabilizzazione dei precari dello Stato, che saranno finalmente liberi dalla morsa del rinnovo annuale, e dunque dalla condizione di facili prede elettorali per Amministrazioni a dir poco opache”.