Il post razzista del consigliere di Pavia Niccolò Fraschini: “I napoletani vivono in mezzo all’immondizia”

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Il post razzista del consigliere di Pavia Niccolò Fraschini contro Napoli

Il consigliere di Pavia Niccolò Fraschini si è reso protagonista di un post razzista su Facebook, che lui stesso, travolto dalle critiche, ha provveduto a cancellare, anche se quando era ormai troppo tardi.

“Noi lombardi veniamo schifati da gente che periodicamente vive in mezzo all’immondizia (napoletani et similia), da gente che non ha il bidet (francesi) e da gente la cui capitale (Bucarest) ha le fogne popolate da bambini abbandonati. Da queste persone non accettiamo lezione di igiene: tranquilli, alla fine di tutto questo, i ruoli torneranno a invertirsi”. Non ci dovrebbe essere molto da aggiungere alle parole di Niccolò Fraschini, consigliere comunale di Pavia, eletto in una lista di centrodestra in appoggio al sindaco Fabrizio Fracassi.

Non ci dovrebbe essere perché, in realtà, proprio il suo post non ci dovrebbe mai essere stato. Nel 2020. E, soprattutto, in un momento come questo, in cui l’Italia dovrebbe scoprirsi più unita che mai, di fronte all’emergenza coronavirus. Ma, evidentemente, proprio in momenti come questo, a uscire fuori è la vera anima delle persone. E quella del consigliere sta tutta nel suo messaggio intriso di razzismo nei confronti di napoletani, che vivrebbero nell’immondizia, francesi, senza bidet, rumeni, le cui fogne sarebbero popolate da bambini abbandonati.

Certo, non è la prima volta che Fraschini, che sui suoi social si definisce europeista, liberale, attivo nel volontariato, sciatore, corridore, ottimista, testardo e juventino, mette nel mirino le città del Sud, ma ogni volta si resta sempre più sorpresi di fronte a certe esternazioni, a volersi contenere.

Sorpreso come lo stesso sindaco di Pavia, esponente della Lega, è stato. Tanto da voler prendere le immediate distanze dal messaggio apparso e poi scomparso dalla bacheca Facebook del consigliere. Sì perché lo stesso Fraschini, travolto dalle critiche, ha ben pensato di ingranare la retromarcia e cancellare quel messaggio. Che, però, era già stato immortalato da tutti. Consegnato alla rete, che ne ha fatto l’ennesimo manifesto di quella “cultura” razzista, che, mai come oggi, stona e non poco.