Crisi governo: Salvini apre al M5s, ma Di Maio adesso frena

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Crisi governo, Di Maio all'attacco di Salvini: è disperato

Le attenzioni del vicepremier Di Maio sono rivolte solo al taglio dei parlamentari, calendarizzato alla Camera il 22 agosto: “In questo momento interessa solo questo”.

Dalle spiagge o dalla campagna, la politica si riposa ma non stacca mai la spina. È proprio il caso di dirlo, dopo le evoluzioni della crisi di governo che hanno portato all’ipotesi di un cambio della guardia a Palazzo Chigi tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, nel nome di una ritrovata intesa, definiamola ‘light’, tra Movimento 5 Stelle e Lega. Il tempo stringe, il premier farà le sue comunicazioni in Senato martedì prossimo, e arrivare alla data del 20 agosto con un accordo di massima potrebbe sciogliere buona parte dei nodi che stanno seminando il panico nei “palazzi romani” (‘copyright’ del sottosegretario pentastellato, Stefano Buffagni). Il problema è che la trattativa tra i litigiosi alleati/non alleati non è nemmeno iniziata (ufficialmente), e questo potrebbe essere un problema. Visto che uno dei protagonisti di questa fase scarica tutto l’estintore sull’incendio mediatico che sta divampando: “Leggo continue fake news su futuri ruoli, incarichi, strategie”, dice infatti Di Maio dai lidi di Palinuro, nella sua Campania, bollando come “assurdità veicolate ad arte da qualcuno sui giornali per nascondere la verità” i rumors sulla sua ‘promozione’.

Il capo politico ribadisce che al Movimento “in questo momento interessa una sola cosa, il taglio dei 345 parlamentari”, calendarizzato alla Camera il 22 agosto, per la quarta e ultima lettura. Lo scoglio che i Cinquestelle dovranno superare prima di centrare il loro obiettivo è rappresentato dalle comunicazioni di Conte al Senato prima, e a Montecitorio poi. Il rischio è che il secondo passaggio potrebbe non servire, se dovesse mancare l’appoggio di tutta la maggioranza a Palazzo Madama, costringendolo di fatto a salire al Colle per dimettersi. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo il mare, che potrebbe sia lenire il caldo dell’estate italiana, sia le vampate della “crisi più pazza del mondo”, come l’ha definita Matteo Renzi. Che insiste nel non darla vinta a Salvini sul voto anticipato, pressando perché si arrivi a un governo istituzionale che eviti l’aumento dell’Iva.

Salvini risponde a Renzi

Non è dello stesso avviso l’altro Matteo, quello ancora ufficialmente impegnato a gestire il Viminale, che dalla campagna, rigorosamente a torso nudo e con tanto di grappoli d’uva in bella mostra, conferma l’impegno preso solo pochi giorni fa in Senato: “A differenza del Pd, la Lega ha già votato e voterà ancora per il taglio dei parlamentari”. Un messaggio chiaro per Di Maio su chi sia, al di là della situazione che si è creata, l’interlocutore più serio con cui stringere patti. Anche stavolta – filtra da ambienti leghisti -, nonostante il caos, si può trovare la quadra. Magari con un orizzonte di 6 o 8 mesi, per approvare la manovra, portare a compimento l’iter del ‘Tagliapoltrone’ e poi andare al voto. Formule e nomi non sono stati ancora discussi, ovviamente. “Aspettiamo le forze politiche il 20 agosto in aula, chi sfiducerà Conte lo farà per evitare che si voti il taglio dei parlamentari”, replica Di Maio.

Eppure, oltre all’aumento Iva da scongiurare ci sono anche altre urgenze, come il decreto sui rider e la parte che salverebbe la sede di Napoli della Whirpool, e gli investimenti nella cultura: “Ad esempio un investimento importante nel personale del Mibac che si sarebbe dovuto realizzare nelle prossime settimane e che ora è a rischio”, come denuncia il ministro Alberto Bonisoli. Il M5S ora è davvero l’ago della bilancia e deve scegliere se dare una seconda chance al Carroccio o percorrere una strada col Pd, nonostante i dubbi di Nicola Zingaretti e di una buona parte di Cinquestelle. L’unica certezza in questa fase è non dare nulla per scontato.