Coronavirus, De Luca dice stop alle consegne di cibo a domicilio

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Coronavirus, De Luca dice stop alle consegne di cibo a domicilio

Il governatore campano Vincenzo De Luca annuncia una ordinanza per vietare le consegne a domicilio da parte di ristoranti e pizzerie per frenare il contagio da coronavirus.

“Faro’ un’ordinanza questa mattina per vietare le consegne a domicilio da parte di ristoranti e pizzerie”. Lo annuncia il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, intervenendo in un trasmissione dell’emittente radiofonica locale Crc. Il ‘governatore’ spiega cosi’ la sua posizione, che va in direzione opposta a quanto previsto rispetto alle misure contenute nel Dpcm, che autorizza le consegne dopo l’orario di chiusura, fissato per le 18. “Anche se il governo dice di si’, io dico di no – argomenta – perche’ se anche 100 pizzerie facessero un minimo di 10 consegne al giorno potremmo avere un migliaio di contatti, con il rischio che non si rispetti la distanza minima di un metro”.

Per prevenire la diffusione del virus, spiega De Luca, “in questa fase non servono mezze misure e se non siamo rigorosi rischiamo di trascinarci il problema per mesi, con conseguenti problemi drammatici per la sanita’ e per l’economia”. In merito ad alcune polemiche degli ultimi giorni, il presidente invita a evitare “lamentazioni superflue e insopportabili”, sottolineando che “il problema non sono le due settimane di sacrificio. Se freniamo il contagio con comportamenti improntati a un rigore spartano, poi avremo una ripresa straordinaria come sempre accade dopo i momenti difficili”.

“I cittadini di Napoli, ieri, hanno dato una prova di compostezza straordinaria. A Napoli in giro non c’era nessuno”. Ha proseguito De Luca, che ha parlato anche di ipotesi di chiusura di tutte le attività commerciali tranne quelle indispensabili: “Credo – ha detto – che la Lombardia e il Veneto facciano bene a fare quella richiesta: meglio interrompere tutte le attività economiche. Il sindaco di Bergamo dice ‘facciamo come se fossimo a ferragosto’. Teniamo conto che in Lombardia ci sono dei numeri eccezionali, ci sono oltre 5mila contagi e una grande difficoltà sulla terapia intensiva. Valutiamo nelle prossime ore, se servirà io non avrò problemi a chiedere la chiusura di tutto, e cioè resteranno aperti sono farmacie e negozi alimentari e supermercati”.

Il governatore ha anche stimolato le forze dell’ordine a controllare il rispetto delle nuove regole: “Se facciamo le ordinanze e poi non ci sono i controlli il sistema non funziona, per questo faccio appello alle forze dell’ordine e alla polizia municipale perché siano attivi. Non si può tollerare chi abbassa a metà la saracinesca per continuare a fare un po’ di attività. Se alle 18.00 chiudono le attività commerciali, bisogna controllare. Chi non si attiene alle ordinanze, compie un reato penale, perché la diffusione di epidemia è un reato penale grave”.