Sgominata una banda specializzata in furti d’auto e cavalli di ritorno tra Nola e l’area vesuviana: 12 misure cautelari, 56 veicoli rubati.
Mettevano a segno estorsioni attraverso il cosiddetto metodo del “cavallo di ritorno” gli indagati raggiunti dalle misure cautelari eseguite dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna. I provvedimenti, emessi dal gip del Tribunale di Nola su richiesta della Procura, riguardano un gruppo ritenuto responsabile di furti e successive richieste di denaro ai legittimi proprietari dei veicoli.
Le misure cautelari
In totale sono dodici le misure notificate: otto persone sono finite in carcere, mentre per altre quattro sono stati disposti gli arresti domiciliari. I reati contestati sono associazione a delinquere finalizzata ai furti e alle estorsioni.
L’organizzazione e il metodo
Le indagini, coordinate dalla Procura di Nola e condotte dai militari della sezione operativa di Castello di Cisterna, hanno ricostruito l’operatività di un’associazione ben strutturata. Dopo il furto delle autovetture, i componenti della banda contattavano direttamente i proprietari proponendo la restituzione del mezzo in cambio di una somma di denaro.
I numeri dell’inchiesta
Agli indagati vengono attribuiti 56 furti di autovetture e sei episodi di “cavallo di ritorno”, di cui tre portati a termine e tre tentati. Nel corso dell’attività investigativa, quattro persone sono state arrestate in flagranza di reato, mentre sette veicoli rubati e riciclati sono stati recuperati: su alcune auto erano state applicate targhe clonate.
Officine compiacenti e ricettazione
L’inchiesta ha portato anche all’individuazione di officine meccaniche ritenute compiacenti, utilizzate per il riciclaggio e la ricettazione delle auto rubate o di singole parti dei veicoli. Un elemento che ha consentito alla banda di alimentare il traffico illecito e rendere più difficoltosa l’identificazione dei mezzi.
Furti vicino a ospedali e cliniche
Particolarmente grave il contesto in cui avvenivano molti dei furti. Diverse autovetture erano parcheggiate nei pressi dell’ospedale di Nola e di una clinica di Ottaviano. Tra le vittime figurano anche pazienti ricoverati per lunghe cure, colpiti in un momento di particolare fragilità.
