Dal Festival della canzone al Festival degli orrori: al San Paolo vince l’arbitro Giua con un testo scritto da Nicchi

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Ennesimo errore ai danni del Calcio Napoli, ennesima interpretazione sbagliata del VAR, ennesima dimostrazione di una classe arbitrale arroccata sui suoi poteri

Ennesimo errore ai danni del Calcio Napoli, ennesima interpretazione sbagliata del VAR, ennesima dimostrazione di una classe arbitrale arroccata sui suoi poteri

 

Non si può più far finta di niente: lo si deve ai tifosi di tutto il calcio italiano, lo si deve all’idea (se è ancora rimasto qualcosa) di sport e regolarità.

Ieri due decisioni assurde: la prima riguarda, come detto il Calcio Napoli col rigore non dato a Milik e l’altra riguarda il rigore non dato al Parma all’ultimo minuto. In entrambi i casi l’arbitro era stato richiamato dal VAR ed in entrambi i casi lo stesso arbitro ha deciso di non seguire il consiglio tecnologico ed ha deciso “arbitrariamente”  di difendere la sua decisione.

Purtroppo, ma bisogna farlo, quando gli episodi diventano tanti ed a volte troppi, allora bisogna dire apertamente che non ci troviamo di fronte a casi isolati o casuali ma a degli errori quasi “pilotati”.

Commisso è entrato a gamba tesa ed ha fatto bene: il sistema arbitrale è marcio ed ha mostrato tutti suoi fallimenti. Cosa altro bisogna aspettare per un cambiamento? Cosa c’è di più semplice che andare a vedere il VAR quando la tecnologia ti dice che potresti aver commesso un errore? Cosa c’è di più semplice da capire quando ai prossimi Mondiali, nessun arbitro italiano sarà tra i protagonisti mentre fino ad un decennio fa erano i migliori? Cosa altro bisogna aspettare per spodestare Re Nicchi dalla sua poltrona? Nicchi: un personaggio che, alla stregua dei peggiori dittatori, ha cambiato il regolamento delle elezioni modificando prima la regola dei due mandati (lui è al quarto) e poi la percentuale necessaria per essere votati (era il 65% ed ora è scesa sensibilmente).

Di tutto questo, la serie A, non ha bisogno. Quest’anno, dietro la lotta per lo scudetto a tre, si vorrebbero mascherare gli orrori arbitrali ma, a questo punto, a pensar male non si commettono errori.

Che il Calcio Napoli dava fastidio ai piani alti, se ne erano accorti tutti, dallo scudetto scippato alle ingiustizie incredibili subite in questo campionato. I dati parlano chiaro: sono ben 11 i rigori negati al Calcio Napoli (contro Cagliari, Brescia, Torino, Verona, SPAL, Atalanta, Genoa, Bologna, Juventus, Sampdoria e Lecce) di cui ben  7 che potevano essere decisivi per il risultati.

Guardate ora questa tabella:

Dal Festival della canzone al Festival degli orrori: al San Paolo vince l’arbitro Giua con un testo scritto da Nicchi

Incredibile tranne se non si vuole pensare che ancora una volta in Italia conta il potere molto di più dello sport e delle regolarità. La Lazio di Lotito ieri ha avuto un favore enorme dall’arbitro, all’ultimo minuto, e la stessa Lazio (ripeto di LOTITO) ha avuto il maggior numero di rigori a favore. La stessa Lazio (di LOTITO) che è riuscita a vincere negli ultimi anni, più trofei del Napoli pur essendo di gran lunga meno forte.

Ed a questo aggiungiamo che un arbitro che si permette al San Paolo, contro il Lecce, davanti a 45.000 spettatori di non andare a vedere il VAR è solo il segnale più evidente che la società sportiva Calcio Napoli conta meno che nulla nella stanza dei bottoni.

Poi ti ricordi di quando qualcuno disse, dopo l’omicidio di Ciro Esposito, che il Calcio Napoli per alcuni anni non avrebbe più disputato la finale di Coppa Italia a Roma per evitare disordini pubblici e ti rendi conto non solo  che per ben due volte il Calcio Napoli è stato danneggiato da decisioni arbitrali ma che, effettivamente, quella squadra non è mai arrivata in finale.

E se qualcuno dice che il Calcio Napoli, al “palazzo”,  lì su dava fastidio, ti accorgi che su 11 rigori sacrosanti, non ne è stato fischiato nessuno, proprio nell’anno in cui la squadra palesa difficoltà sul campo. Era il momento giusto per affossarlo? Per togliergli i soldi dei tornei europei? Sì, era il momento giusto: e non si sono fatti scappare l’occasione!

Dispiace dire queste cose ma il tifoso pretende delle risposte; pretende un campionato onesto e senza favoritismi; pretende di avere regole certe e non interpretabili da una categoria sponsorizzata dalla principale squadra italiana e soggiogata dai poteri forti del calcio.

E’ il momento che molti presidenti si diano una mossa semmai cavalcando l’onda creata da Commisso: le pay tv stanno perdendo abbonati, nessuno (o pochi) credono alla regolarità de campionato in cui un arbitro decide di aver visto meglio dell’occhio tecnologico.

Siamo alla follia ed al Festival dell’orrore in un calcio che in Italia ha perso credibilità, dignità e pudore.