Calcio Napoli, De Laurentiis: “Non costruirò più stadio altrove”

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Calciomercato Napoli e l'eterna attesa del campione

Aurelio De Laurentiis: il patron del Calcio Napoli è intervenuto ad un convegno presso l’Unione Industriali.

Il presidente del Calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis, è intervenuto all’Unione Industriali, in occasione del convegno “Andro Day percorso di salute al maschile”. Glissando col sorriso sul mercato di gennaio (in cui interverrà “ma non vi dico dove”), ADL è tornato sul tema stadio, mettendo fine (almeno per ora) alle voci su un nuovo impianto a Melito o in altre città del Napoletano:

Non ne farò uno altrove, non ci penso più. Ci metterei due secondi a comprare i terreni e 18 mesi per costruirlo. Ma il San Paolo -sottolinea De Laurentiis- è il teatro di Maradona, parte importante di un passato che io non voglio dimenticare”. Parole che sembrano confermare la recente schiarita nei rapporti col Comune di Napoli.

Tuttavia, sullo stadio San Paolo il presidente aggiunge che “è un grosso problema, il Comune non è mai andato oltre il galleggiamento. La Regione, adesso, è molto attiva, volevano buttare 5 milioni solo per la pista d’atletica ma era una cavolata. E io ho pregato il Governatore di spendere 15 milioni per cambiare i seggiolini. Ma non vorrei che mi facessero il brutto scherzo di cambiarli mentre stiamo giocando. Speriamo di andare molto avanti in Europa.Calcio Napoli, De Laurentiis: “Non costruirò più stadio altrove” Quando vado al Parco dei Principi scopro che loro pagano 1 milione all’anno per il fitto dello stadio e loro con 47 mila posti riescono a fatturare 100 milioni all’anno, noi non andiamo oltre i 17-18 milioni perchè dentro il San Paolo non possiamo fare niente, non si possono fare attività. Ho pensato dir realizzare 30 salottini a bordo campo. Non vado allo stadio perché dal settore che occupo non si vede niente. Il Comune non ha mai fatto nulla per il San Paolo dal 1990, quando sono stati fatti i lavori e sono stati rubati diversi miliardi di lire e nessuno mai è andato in prigione“.