sabato, Giugno 22, 2024

Massimo Troisi a 30 anni dalla scomparsa antieroe incancellabile

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Giuseppe Giorgio
Giuseppe Giorgio
Caporedattore, giornalista professionista, cura la pagina degli spettacoli e di enogastronomia

Massimo Troisi, chiamato il “comico dei sentimenti” ha saputo indicare una nuova via al cinema italiano confermandosi antieroe napoletano e testimone dei dubbi delle nuove generazioni.

A trent’anni anni dalla scomparsa, avvenuta a soli 41 anni il 4 giugno del 1994, Massimo Troisi, per il cinema e il teatro rappresenta ancora un punto di riferimento fondamentale e un motivo di rilancio culturale.

È stato un attore, un comico, un regista e uno sceneggiatore universale capace di cogliere i drammi quotidiani di una società legata alla realtà napoletana e ha avuto la capacità di guardare lontano nel tempo avvertendo con anticipo i mutamenti sociali del nostro presente.

Ed è appunto a trent’anni dalla morte che Troisi si mostra ancora capace di parlare alle generazioni future evidenziando come, più ha affondato la sua attenzione nel mondo napoletano più la sua arte ha saputo valicare confini e frontiere. Ecco perché, oggi più che mai, è necessario favorire la sopravvivenza di quanti nel suo solco si impegnano nel riprodurre quei suoi congegni straordinariamente perfetti nella struttura, nell’umorismo e nel ritmo.

Massimo Troisi, ha sempre affrontato con impegno civile e morale i grandi temi della nostra società ed è fondamentale, quindi, continuare il suo viaggio divulgando le sue lezioni fatte di linguaggio moderno, stimoli, lotta alle ingiustizie e suggestioni. Oggi, colui che partendo dal cabaret seppe attraversare i territori di Pulcinella, percorrere gli itinerari di Eduardo e Totò fino ad avvicinarsi a Neruda, lascia le tracce di un fermento unico e inarrestabile.

Pronto con i suoi celebri film nell’evidenziare l’acume amaro e sarcastico di un regista e attore belligerante nei confronti di una società decadente, Massimo Troisi è stato sempre animato da una forza espressiva dal dono della modernità. Grazie a una creatività ancora valida anche dopo la sua scomparsa, Troisi ha saputo ribadire con le sue testimonianze artistiche la globalità di film divenuti degli inalterabili documenti della società contemporanea.

Proiettando tra amare e beffarde risate, le immagini di una civiltà priva di ideologie, ha portato sul set e sulla scena una catarsi sinonimo di riscatto e liberazione. Presente nei cuori dei partenopei come un essere immortale e incancellabile, proprio come avvenuto con Totò, Peppino ed Eduardo De Filippo, Nino Taranto, Pino Daniele e Maradona, Massimo Troisi ha acquisito nel tempo i tratti di una maschera universale.

E ciò, assumendo la funzione di uno  strumento di comunicazione in grado di abbattere le convenzioni spazio-temporali e di proiettarsi all’interno di un mondo dai contorni divini e dalle caratteristiche rituali. Irresistibile come poeta, Troisi si è attestato come uno dei simboli di una Napoli che non si rassegna.

Chiamato il “comico dei sentimenti” e spesso accostato a Buster Keaton  e Woody Allen, ha saputo indicare una nuova via al cinema italiano confermandosi antieroe napoletano e testimone dei dubbi delle nuove generazioni.

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