martedì, Gennaio 20, 2026

‘La Preside’, Josi Della Ragione contro gli stereotipi su Napoli: “Non siamo l’inferno del mondo”

Il sindaco di Bacoli critica la narrazione su Caivano e sul Sud: “Non siamo un luogo da salvare, ma una risorsa”

Un intervento netto, affidato a un post su Facebook, che riapre il tema della rappresentazione mediatica di Napoli, della sua provincia e del Mezzogiorno. A scriverlo è Josi Della Ragione, sindaco di Bacoli, impegnato da anni in un percorso di trasformazione e valorizzazione del territorio.

Il riferimento è alla fiction che sta andando in onda su Rai 1, dedicata alla storia della preside di Caivano, Eugenia Carfora, interpretata da Luisa Ranieri, definita dallo stesso Della Ragione “bella” e “intensa”, ma accompagnata da una domanda che va oltre il singolo racconto:
«Fino a quando la nostra provincia sarà raccontata così? Quale disgrazia abbiamo passato, noi napoletani, noi meridionali, per essere mostrati all’umanità sempre e solo come l’inferno del mondo?».

Una narrazione che si ripete

Secondo il sindaco, il problema non è la storia in sé, ma lo schema narrativo che si ripropone ciclicamente. Un modello che, a suo avviso, dipinge il Sud sempre nello stesso modo:
«Un popolo di trogloditi, di delinquenti, che qualcuno deve riscattare dal baratro. Gente che non sa parlare, ma urla e gesticola. Madri sottomesse, padri in galera, figli spacciatori».

Una rappresentazione che, secondo Della Ragione, punta sull’effetto scenico e sull’emotività, restituendo l’immagine di città “brutte, sporche, spente”, lontane dalla complessità reale dei territori.

Il Sud come risorsa, non come problema

Nel suo intervento, il sindaco di Bacoli ribalta il punto di vista e propone una visione alternativa:
«Quanto sarà bello quando l’Italia riuscirà a guardare al Sud non più come un luogo da salvare, ma come una risorsa. Un potenziale inespresso, un motore di energia pulita per l’intera nazione».

Un passaggio che rivendica dignità, identità e capacità di sviluppo, lontano dall’immagine pietistica o emergenziale che, secondo Della Ragione, continua a dominare il racconto mediatico.

Caivano come simbolo e il peso degli stereotipi

Il riferimento a Caivano diventa così simbolico. Pur riconoscendo il valore della storia raccontata, il sindaco pone un interrogativo diretto:
«Qualcuno ci dica fino a quando Caivano dovrà essere metafora di Inferi».

Da qui l’allargamento del discorso a Napoli, alla provincia e all’intera Campania, territori che, a suo giudizio, continuano a essere prigionieri di uno stereotipo diffuso e difficile da scardinare.

Un appello alla dignità

Nel finale del post, Della Ragione alza ulteriormente il tono, parlando di un Sud stanco di chiedere attenzione come fosse un favore:
«Diteci quando non vi dovremmo più chiedere grazie per l’elemosina. Quando potremo evitare di accogliervi con la testa china e le mani plaudenti quando aprite una palestra o inaugurate una piscina».

La chiusura è affidata a un’espressione dialettale che sintetizza il senso dell’intervento:
«Ditecelo voi. Perché noi “nun ngia facimm chiu”».

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