Crisi Iran e carburanti, in Campania i rincari più alti d’Italia per la benzina self service

Secondo l’Unione nazionale consumatori tra il 4 e il 6 marzo la regione registra l’aumento più marcato del Paese per la benzina self (+4,4 centesimi al litro) e il terzo incremento per il gasolio. Nonostante i rialzi, il diesel resta il più economico d’Italia.

La Campania è la regione italiana che ha registrato il maggiore aumento dei prezzi della benzina in modalità self service negli ultimi giorni. Tra il 4 e il 6 marzo, infatti, complice il clima di forte instabilità dovuto alla crisi iraniana, il prezzo medio è cresciuto di 4,4 centesimi al litro, il rialzo più elevato a livello nazionale.

A evidenziarlo è l’Unione nazionale consumatori, che ha analizzato l’andamento dei prezzi dei carburanti nei distributori italiani negli ultimi due giorni, evidenziando anche gli effetti legati alla situazione internazionale e alle tensioni con l’Iran.

Benzina self: Campania prima per rincari

Secondo lo studio, la Campania conquista insieme al Molise la “medaglia d’oro” per la crescita dei prezzi della benzina self service.

Per quanto riguarda invece il gasolio self, la regione si colloca al terzo posto per aumento dei prezzi, con un incremento di 11,6 centesimi al litro, preceduta dalla Sicilia (+11,6 centesimi) e dal Molise (+10,6 centesimi).

Gasolio ancora il più economico d’Italia

Nonostante i rincari registrati negli ultimi giorni, la Campania resta comunque la regione dove il gasolio self service costa meno in assoluto.

Il prezzo medio si attesta infatti a 1,890 euro al litro, mentre per quanto riguarda la benzina self la regione è dodicesima nella classifica nazionale, con una media di 1,759 euro al litro.

Consumatori: “Controlli e taglio delle accise”

“Sono evidenti le speculazioni – è il parare del presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona – considerato che al momento non c’è alcuna contrazione effettiva dell’offerta di carburanti e nemmeno di petrolio.

Per questo chiediamo al governo di mandare la guardia di finanza a effettuare controlli a tappeto presso le compagnie petrolifere e i distributori e di intervenire con un primo provvedimento che riduca di 10 centesimi le accise sui carburanti, così da frenare ulteriori rincari. Non ci prendano in giro temporeggiando o promettendo di studiare strani e complicati meccanismi, come quelli previsti dal decreto legge 5/2023, secondo il quale si può intervenire solo quando è troppo tardi. Si faccia come il governo Draghi: si riducano le accise senza tante chiacchiere, senza se o ma”.

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