mercoledì, Ottobre 20, 2021

Guardia di Finanza Napoli: tassati proventi usurari per un milione e mezzo di euro

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Luigi Maria Mormonehttps://www.2anews.it
Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Cronaca di Napoli: controlli fiscali nei confronti di 17 soggetti hanno permesso alla Guardia di Finanza di accertare condotte usuraie per circa un milione e mezzo di euro.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha portato a termine, tra l’area vesuviana, oplontina e stabiese, una serie di controlli fiscali nei confronti di 17 soggetti che, avendo perpetrato diverse e reiterate condotte usurarie, erano riusciti ad accumulare indebitamente proventi illeciti per circa un milione e mezzo di euro.

In particolare, l’obiettivo delle Fiamme Gialle del Gruppo di Torre Annunziata è stato quello di intercettare e misurare l’effettiva capacità contributiva scaturita dall’illecita percezione nell’ultimo quinquennio di remunerativi interessi usurari, allo scopo di non riservare ai criminali che ne hanno indebitamente goduto un trattamento tributario di favore rispetto ai contribuenti onesti. Al riguardo, l’imposta evasa complessivamente recuperata a tassazione ammonta a quasi 400mila euro, che ora dovranno essere versati all’Erario.

Si tratta di soggetti recentemente destinatari di misure di custodia cautelare e di sequestri patrimoniali del valore di oltre 2 milioni e 400mila euro i quali, pur di arricchirsi in maniera illecita a danno delle loro vittime, ricorrevano spesso a pesanti minacce, a incessanti vessazioni, ad atti di violenza fisica o addirittura all’uso delle armi.

A tale riguardo, uno dei filoni investigativi che ha consentito di appurare diverse condotte di usura è partito, tra l’altro, da un’indagine conseguente ad un episodio di “gambizzazione” avvenuto mediante un’arma da fuoco.

Alcuni degli usurai sottoposti a controllo fiscale gravitavano in ambienti della criminalità organizzata, in altri casi sono risultati legati da vincoli di parentela a narcotrafficanti di spessore internazionale; in altri ancora si è trattato di imprenditori e professionisti che avevano persino costituito una vera e propria “cassaforte” in Svizzera, le cui provviste finanziarie venivano utilizzate per alimentare i prestiti usurari.

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