Governo, Di Maio: “Io e Salvini pronti a restare fuori se necessario”

175
Governo, Di Maio: “Io e Salvini pronti a restare fuori se necessario”

Di Maio (come anche Salvini) è pronto a fare “un passo di lato” pur di concludere il contratto di Governo M5S-Lega: si chiude oggi?

Giornate a dir poco febbrili nella trattativa per il contratto di Governo tra Movimento 5 Stelle e Lega. Pur di giungere a una rapida soluzione, i due leader, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si sono detti pronti a fare un passo di lato da Palazzo Chigi se serve per mettere nero su bianco un programma di cambiamento.Nuovo governo, cosa deciderà Sergio Mattarella?Mi auguro che si possa far parte del Governo per mettersi alla prova in prima persona, ma se serve per farlo partire io e Salvini siamo pronti a stare fuori”, ha detto il leader 5 stelle ai cronisti a Montecitorio. L’Unione Europea (come anche la Borsa) sembra voler accogliere negativamente un eventuale Esecutivo “gialloverde”: “Posso capire che l’accordo per un governo di cambiamento spaventi un certo establishment europeo -sottolinea Di Maio- Con l’Europa ci sarà massimo dialogo ma non saremo subalterni a qualche eurocrate”. Anche per questo si è fatta l’ipotesi di un tecnico al ministero dell’Economia, ma Di Maio smentisce tale possibilità, perché “si va avanti con soluzioni politiche” (concetto che vale anche per il nome del premier).

Governo, Matteo Salvini: “Meglio barbari che servi”

La volontà di Matteo Salvini è di concludere l’accordo molto presto, magari già oggi. In una diretta Facebook, il leader della Lega afferma che “abbiamo fatto bei passi avanti. Entro oggi ci riaggiorniamo e vediamo se riusciamo a chiudere. Poi passeremo ai nomi”.Matteo Salvini, presidenza del Senato a FI “in cambio” della leadership Ribadendo il suo possibile “passo di lato” sulla premiership, il numero uno del Carroccio sottolinea la sua felicità, perché “si ragiona non sui nomi ma solo sul futuro dell’Italia e si ragiona con il M5s in maniera corretta e costruttiva e positiva”. E al Financial Times, che ha parlato dell’arrivo a Roma dei “barbari”, Salvini non le manda a dire: “Il Financial Times dice che siamo barbari: io dico meglio barbari che servi. Stanno usando i soliti trucchetti, lo spread…Ma noi andiamo avanti. Non son nato per tirare a campare”. Punti centrali della Lega saranno il tema dei migranti (“Nel contratto c’è la difesa dei confini e credo che un ministro della Lega farà da garante”), oltre all’abolizione della Legge Fornero (su cui c’è intesa con i pentastellati).