Gli operai Fca di Melfi scioperano contro i 400 milioni spesi dalla Juve per Ronaldo

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Gli operai FCA di Melfi scioperano contro i 400 milioni spesi dalla Juve per Ronaldo

Continuano le reazioni dopo l’acquisto di Ronaldo da parte della Juventus: i lavoratori dello stabilimento Fca di Melfi hanno proclamato due giornate di sciopero.

La Juventus acquista Cristiano Ronaldo dal Real Madrid, ma gli operai dello stabilimento Fca di Melfi non la prendono bene. L’Unione sindacale di base (Usb) ha infatti proclamato due giornate di sciopero nella fabbrica lucana (dalle 22 di domenica 15 alle 6 di martedì 17).

“Di fronte a tanta iniquità non si può che scioperare – si legge in un comunicato dell’Usb – è inaccettabile che mentre ai lavoratori di Fca e Cnhi l’azienda continui a chiedere Gli operai FCA di Melfi scioperano contro i 400 milioni spesi dalla Juve per Ronaldoda anni enormi sacrifici a livello economico la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l’acquisto di un calciatore. Ci viene detto che il momento è difficile, che bisogna ricorrere agli ammortizzatori sociali in attesa del lancio di nuovi modelli che non arrivano mai. E mentre gli operai e le loro famiglie stringono sempre più la cinghia, la proprietà decide di investire su un’unica risorsa umana tantissimi soldi. E’ giusto tutto questo? E’ normale che una sola persona guadagni milioni e migliaia di famiglie non arrivino alla metà del mese?”.

Secondo la sigla sindacale di base “mai come in questo momento di enorme difficoltà sociale questa disparità di trattamento non può e non deve essere accettata. Gli operai Fiat hanno fatto la fortuna della proprietà per almeno tre generazioni, arricchiscono chiunque si muova intorno a questa società, e in cambio hanno ricevuto sempre e soltanto una vita di miseria. La proprietà dovrebbe investire in modelli auto che garantiscano il futuro di migliaia di persone piuttosto che arricchirne una soltanto. Questo dovrebbe essere il fine di chi mette al primo posto gli interessi dei propri dipendenti. Se ciò non avviene è perché si preferisce il mondo del gioco, del divertimento a tutto il resto”.