Al ristorante e pizzeria ‘E Guagliune presentate le novità culinarie

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Al ristorante e pizzeria “ ‘E Guagliune” di Pomigliano d’Arco presentate le novità culinarie per la stagione più bella dell’anno.

di Giuseppe Giorgio – Allegria e sapori d’estate al ristorante e pizzeria “ ‘E Guagliune” di Pomigliano d’Arco. Il noto locale vesuviano, dove, con l’organizzazione di Leo Cremano e la supervisione del giornalista Robero Esse, il patron Mario Filosa (nella foto di Leo Cremano) ha presentato le sue novità culinarie per la stagione più bella dell’anno. Ed è così che durante una bellissima serata di metà luglio, il popolare talent-scout dei formaggi Filosa, ha proposto agli amici un interessante percorso  diviso tra la degustazione e la ricerca. O meglio, un itinerario eno-gastronomico capace di raccontare tutto il lavoro fatto per selezionare le materie prime del territorio pronte per diventare le protagoniste di una carta apprezzata e raccomandata. Partendo dalla voglia di offrire alla clientela un punto di riferimento di sicuro valore, per gusto, estro, fantasia e qualità, il ristorante e pizzeria “’E Guagliune” fa leva sulla delicatezza dei piatti del giovane chef Vincenzo Mingacci. Un bravo ed innovativo cuoco che, dopo l’esperienza maturata in importanti ristoranti del territorio, è giunto alla corte di Filosa, raccogliendo l’eredità di affermati predecessori già all’opera dinanzi i fornelli del ristorante di Pomigliano d’Arco, come i bravi Agostino Malapena e Francesco Franzese. Con il valore aggiunto offerto dalle pizze di Nicola Tranchese, un maestro pizzaiolo con l’antica tradizione nel cuore e la modernità nella testa,  da “’E Guagliune” tutto sembra predisposto per soddisfare i palati più esigenti e chi dalla vita, partendo dalla tavola, pretende sempre il meglio. Ed è stato con queste premesse che con un padrone di casa  come Mario, considerato a pieno titolo tra i più grandi esperti di prodotti caseari, la serata di presentazione ha proposto delle bruschette con lardo di colonnata, nduja calabrese e  pomodorino giallo vesuviano e poi delle straordinarie pizze firmate Tranchese, come la “marinara al ruoto con pomodorino, aglio, olio, olive nere, acciughe e scaglie di parmigiano” e la “pizza di scarola cruda con doppio panetto, peperoncino forte, alici salate e tarallo sbriciolato. Parlando dei primi, il giovane chef Mingacci ha presentato un “mezzo pacchero con pomodorino datterino giallo, noci e vongole” e dei “tubettoni fagioli e gamberi”. Fino a giungere al tagliere di formaggi e salumi appositamente scelti dal Patron Filosa dove, a conquistare l’attenzione, è stato sua maestà il “Provolone del Monaco” del caseificio Ruocco di Agerola. Con un’ottima selezione di vini campani in abbinamento, il tutto, in chiusura, si è tinto dei delicati colori di un invitante semifreddo.  In via Caiazzo, dunque, nell’attivissmo paese nato in età romana e che si estende a nord del Vesuvio, da “’E Guagliune” a prendere vita è stato un momento di piacevole convivialità nel nome di antiche bontà e di sapori capaci di superare il tempo.