Piaggio Aero, Leonardo interessato al ramo motori: ecco le mosse di Nicastro

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Piaggio Aero, Leonardo interessato al ramo motori: ecco le mosse di Nicastro

Piaggio Aero: le mosse del commissario Vincenzo Nicastro (nominato dal ministro Di Maio) e il dossier sul tavolo del gruppo Leonardo (interessato al ramo motori).

Gianni Dragoni, giornalista de “Il sole 24 Ore”, ha evidenziato sul suo blog le ultime novità su Piaggio Aero, tra le mosse di Vincenzo Nicastro (commissario nominato dal ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio) e il dossier sul tavolo di Leonardo.Piaggio Aero, Leonardo interessato al ramo motori: ecco le mosse di Nicastro Piaggio ha 1.076 dipendenti, in prevalenza in Liguria (832 a Villanova d’Albenga, 223 all’aeroporto di Genova), 13 nel Lazio a Pratica di Mare, 8 negli Stati Uniti in Florida per il supporto clienti dei P180. Proprio ieri, giovedì 2 maggio, è partita la cassa integrazione per 504 lavoratori (prevista a rotazione).

Per il futuro dell’azienda aeronautica ligure in crisi, con un avviso pubblicato su alcuni quotidiani (tra cui il Financial Times), Nicastro ha sollecitato i soggetti interessati a presentare manifestazioni d’interesse non vincolanti entro mercoledì 15 maggio alle 18.

Con tale mossa, Nicastro non ha solo chiesto se ci siano soggetti interessati a comprare o a ristrutturare l’azienda ligure, ma ha precisato che si possono indicare interessi anche solo per l’acquisto di alcune parti, il “ramo aviation” oppure il “ramo motori”.Piaggio Aero, Leonardo interessato al ramo motori: ecco le mosse di Nicastro E al ramo motori, come manifestato dall’ad Alessandro Profumo, è interessato il gruppo Leonardo (ex Finmeccanica), fornitore e primo creditore di Piaggio Aero con un’esposizione di 117 milioni di euro.

C’è tra l’altro in bilico la manutenzione dei vecchi addestratori Mb339 in dotazione all’Aeronautica militare (inclusa la pattuglia delle Frecce tricolori), che rischierebbero di restare a terra se la Piaggio chiudesse.

Più difficile trovare interessati a completare lo sviluppo del drone militare P.1HH, velivolo che si è dimostrato inadeguato e ha avuto problemi di messa a punto e affidabilità. Non a caso l’Aeronautica militare italiana, spesso costretta a comprare prodotti dell’industria della difesa nazionale per sostenerli anche all’export (come peraltro fanno i militari anche in altri paesi), si è rifiutata di comprare il P.1HH che volevano rifilarle.