Legge di bilancio: Bancomat anche per un caffè?

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Pagamenti con il bancomat anche per beni al di sotto dei 5 euro. Per chi non accetta scatterà la sanzione di trenta euro.

Il provvedimento entrerà in vigore con la manovra economica che i ministri si apprestano a varare, diventerà operativa nel 2018. Il vice ministro dell’Economia Luigi Casero ha inserito il provvedimento nella legge di bilancio. La sanzione è simbolica, ma i commercianti chiedono una riduzione delle commissioni bancarie. Dal prossimo gennaio, commercianti e professionisti dovranno dotarsi di POS per consentire pagamenti con carta bancomat ai clienti, anche per cifre irrisorie. Per ogni operazione rifiutata, l’esercente si vedrà comminata una sanzione di 30 euro. E’ quanto dovrebbe prevedere la norma che sta per essere inserita nella legge di Stabilità 2018, che obbliga negozianti e liberi professionisti ad accettare pagamenti col bancomat anche al di sotto dei 5 euro. L’obiettivo dichiarato è di favorire i pagamenti elettronici, considerati indispensabili per contrastare l’evasione fiscale. La norma punta a recuperare entrate fiscali con la prosecuzione di un Grande Fratello, avviatosi negli anni passati con l’introduzione del limite dei 1.000 euro per i pagamenti in contanti (elevato a 3.000 euro dall’1 gennaio 2016, ad eccezione di stipendi e pensioni, che dovranno continuare ad essere pagati in modalità tracciabile a partire da 1.000 euro), l’accesso automatico del Fisco alle movimenti dei conti bancari e l’uso di dati incrociati per scovare potenziali evasori, come con l’acquisto di un’auto di grossa cilindrata o di un bene immobile senza un’apparente giustificazione sul fronte reddituale.

La Svezia, ad esempio, starebbe per diventare la prima economia “cashless”, con i pagamenti in contanti a rappresentare ormai una sparuta percentuale delle transazioni complessive, essendo obbligatorio oggigiorno pagare con bancomat o carta di credito anche il biglietto del bus. Persino in chiesa risulta ormai possibile donare le offerte con un’applicazione su smartphone. In pratica i pagamenti elettronici rischiano di determinare nuovi costi per tutti, negozianti e clienti. Ogni pagamento con carta di credito o bancomat presuppone il sostenimento di un costo da parte del titolare del POS per le commissioni bancarie applicate. Una direttiva UE del 2015 imporrebbe una percentuale massima applicata dagli istituti dello 0,2% per i bancomat e dello 0,3% per le carte di credito, ma in Italia non ci si è ancora adeguati a tali livelli. Costi indiretti potrebbero essere sostenuti dagli stessi clienti a questo punto aumenterebbe il prezzo del caffè o di ogni altro bene di consumo. Il timore è che il costo delle commissioni bancarie potrebbe far lievitare i prezzi. Insomma alla fine saranno i contribuenti a pagare ancora più tasse.

(fonte InvestireOggi)