Domenico: la madre Patrizia racconta a “Domenica In” il dramma del trapianto e la promessa di giustizia. In arrivo una fondazione e una partita del cuore.
Domenico non deve essere dimenticato: è questo il grido di dolore, ma anche l’impegno solenne, assunto da Patrizia Mercolino. Ospite nel salotto televisivo di Mara Venier insieme al marito Antonio Caliendo, la donna ha ripercorso i momenti drammatici che hanno segnato la fine della breve vita di suo figlio, trasformando il proprio lutto in una battaglia pubblica affinché nessun altro genitore debba affrontare un calvario simile.
La missione della famiglia è chiara: ottenere la verità sul trapianto fallito e onorare la memoria del bambino attraverso una fondazione a lui dedicata.
Il ricordo degli ultimi istanti e il presentimento
La storia di Domenico è stata segnata fin dai primi mesi di vita da una grave cardiomiopatia dilatativa, una diagnosi arrivata quasi per caso dopo una corsa al pronto soccorso. Per anni, i genitori hanno lottato per garantirgli una quotidianità normale, restando in costante attesa di quell’organo compatibile che sembrava l’unica salvezza.
Come riportato dall’ANSA, la madre ha confessato di aver provato un’inspiegabile angoscia proprio nel momento della chiamata dall’ospedale, il 22 dicembre scorso. Un presentimento cupo che ha accompagnato anche il padre Antonio fino alla soglia della sala operatoria, dove il piccolo ha stretto a sé la madre per l’ultima volta prima dell’intervento.
Le ombre sul trasporto dell’organo
Il calvario medico di Domenico è iniziato subito dopo l’operazione, quando ai genitori è stato comunicato che il nuovo cuore non riusciva a battere autonomamente. La verità sulle cause di questo fallimento sarebbe emersa solo settimane dopo attraverso gli organi di stampa. Durante l’intervista, il legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha ribadito la gravità delle presunte negligenze: non si sarebbe trattato solo di un problema legato al ghiaccio secco, ma di una mancanza totale di monitoraggio della temperatura e dell’utilizzo di contenitori non conformi alle direttive sanitarie vigenti.
Solidarietà e progetti futuri
Nonostante il vuoto incolmabile lasciato da Domenico, la città di Napoli e il mondo dello spettacolo si sono stretti attorno alla famiglia Caliendo. Un momento di grande commozione si è vissuto con il videomessaggio di Sal Da Vinci; il cantante ha annunciato l’organizzazione di una partita di beneficenza con la Nazionale Cantanti per raccogliere fondi in favore della nascente fondazione. Questo progetto rappresenta il compimento della promessa fatta da Patrizia a suo figlio: trasformare una tragedia legata alla malasanità in uno strumento di supporto per tutti i bambini che lottano in attesa di un trapianto.
