Università, UDU: Aperte le adesioni per il ricorso dei test di psicologia

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Università, Udu: Aperte le adesioni per il ricorso dei test di psicologia

UDU, aperte le adesioni per il ricorso contro il Test di Psicologia. Obiettivo: “garantire il diritto di studio a tutti”. 

Si è svolta ieri pomeriggio l’assemblea con gli studenti danneggiati dalle irregolarità contenute nel test di “Scienze e tecniche psicologiche” del 12 Settembre 2017. Andrea Cannizzo dell’UDU Torino, dichiara: “Abbiamo lanciato, assieme all’Avv. Michele Bonetti, le adesioni al ricorso contro il test di Scienze e tecniche psicologiche per permettere agli studenti ingiustamente esclusi di poter accedere al corso da loro scelto. La nostra intenzione è quella di chiedere l’immatricolazione in sovrannumero per tutti gli studenti danneggiati dalle irregolarità del test. Dalla prossima settimana saranno disponibili i moduli e le info per l’adesione sul sito www.unionedegliuniversitari.it e sulla pagine facebook UDU Torino e UDU – Unione degli Universitari.”.

Prosegue il rappresentante dell’Unione degli Universitari di Torino: “Il test presentava delle domande di cultura generale non previste dal Bando che ne stabiliva il contenuto. UniTo ha escluso successivamente dal calcolo del punteggio ben 9 domande su 70, conservando solo la presunta parte “non viziata”. Il numero chiuso a Scienze e tecniche psicologiche non ha ragione di esistere, oltre ad aver avuto un test completamente viziato da una grossa porzione di domande illegittime. Come UDU Torino riteniamo che la parte viziata della prova d’ingresso abbia influito sulle prestazioni degli studenti nel momento del test e ne infici, quindi, la regolarità complessiva”.

Conclude Cannizzo: “Dopo L’Aquila, Milano, Firenze e Roma, ora l’effetto domino lanciato contro il numero chiuso è arrivato all’Università di Torino. Il ricorso che ci prepariamo a portare avanti infatti, si inserisce in una più ampia battaglia che l’UDU – Unione degli Universitari combatte già da tempo, quella contro il numero chiuso a livello nazionale e locale per un’Università aperta. Puntiamo a ripristinare il libero accesso all’Università, partendo dall’abbattimento dei numeri chiusi istituiti in modo illegittimo. Per questo è anche necessario che vengano investite risorse dallo Stato col fine di garantire strutture e personale in quantità adeguate ed erogare didattica di qualità per tutti gli studenti. Per ora, però, stiamo combattendo questa battaglia da soli, a partire dalla legge di bilancio che a breve andrà in discussione in Parlamento. Con i ricorsi non intendiamo danneggiare nessuno, né le singole università, né gli studenti che hanno passato il test: vogliamo semplicemente che tutti gli studenti possano studiare nel corso da loro scelto, senza che vi siano ostacoli dati dalla scarsità di risorse. Non abbiamo intenzione di abbassare la guardia finché non avremo raggiunto l’obiettivo di garantire il diritto allo studio a tutti”.