Scoperto un pianeta simile alla Terra: nel team anche due astrofisici napoletani

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Scoperto un pianeta simile alla Terra: nel team anche due astrofisici napoletani

Scoperto pianeta “sorella” della Terra a 100 anni luce di distanza. Individuata dal telescopio Tess della Nasa, nel team figurano anche due astrofisici napoletani (Giovanni Covone e Luca Cacciapuoti).

Il 2020 inizia con una nuova importante scoperta scientifica. Il nuovo telescopio spaziale della Nasa, chiamato Tess, ha infatti individuato un pianeta “sorella” della Terra che si trova nella cosiddetta zona abitabile, ossia alla distanza ideale dalla sua stella per avere acqua liquida in superficie: si chiama TOI 700 d, ed è distante 100 anni luce.

Questo grande risultato è stato annunciato a Honolulu, al convegno della Società Astronomica Americana, dal gruppo guidato da Emily Gilbert, dell’università di Chicago. Nel team figurano anche due eccellenze partenopee. Si tratta di Giovanni Covone (astrofisico dell’università Federico II di Napoli e associato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), e lo studente Luca Cacciapuoti (anche lui dell’ateneo federiciano).

Il nostro, a Napoli, è un piccolo gruppo di astrofisici. Un piccolo gruppo, ma in grado di dare un grande contributo alla ricerca -dichiara Covone a “Repubblica”- E la scoperta di questo pianeta che potrebbe ospitare la vita, proprio come la Terra, lo dimostra. La partecipazione alla ricerca che grazie ad un telescopio della Nasa ha individuato un pianeta con caratteristiche tanto simili al nostro ci ha visti protagonisti. Ne siamo orgogliosi”.

Non sono molti i pianeti con caratteristiche analoghe: “Gli scienziati -prosegue l’astrofisico- ne hanno scoperti non più di 4 o 5, e spesso ruotano attorno a stelle più irregolari di quella individuata questa volta ed hanno orbite che sono fuori dalla cosiddetta “zona abitabile”, quella che potrebbe contemplare la presenza della vita”.

Tra le caratteristiche di questo pianeta roccioso, c’è quella per cui compie un giro su se stesso alla stessa velocità con cui lo compie attorno alla sua stella. Dunque ha una faccia perennemente illuminata, l’altra perennemente al buio.