Gianni De Feo all’Off Off Theatre di Roma con il musical ‘Tangeri’

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Gianni De Feo all'Off Off Theatre di Roma con il musical 'Tangeri'

Dal 5 al 10 marzo all’Off Off Theatre di Roma in scena il debutto dello spettacolo musicale “Tangeri” diretto e interpretato dall’attore e regista Gianni De Feo.

di Giuseppe GiorgioTutto è pronto all’Off/Off Theatre di Roma per il debutto dello spettacolo musicale “Tangeri” di Silvano Spada. In scena dal 5 al 10 marzo, il lavoro diretto ed interpretato dall’attore e regista Gianni De Feo è ispirato alla vita del celebre cantante e ballerino andaluso Miguel de Molina perseguitato dal regime di Franco per le sue idee antifasciste e la dichiarata omosessualità. Per il pubblico un coinvolgente testo intriso di atmosfere mediterranee lontano da ogni facile folklore.

Gianni De Feo all'Off Off Theatre di Roma con il musical 'Tangeri'

L’avventurosa e stravagante vita di Molina– ha detto l’interprete e regista Gianni De Feo-s’interseca con quella di David, uno scrittore di successo dei nostri giorni pronto a mollare tutto per realizzare una scelta definitiva (non una fuga!), che lo porterà a trasformare la propria esistenza. Alternando i due personaggi, ben distinti in un primo momento fino a congiungerli poi e a farli diventare una sola voce mi avventuro dunque in una nuova e intrigante sfida seguendo le tracce di un personale e consolidato percorso creativo”.

Dalla nascita a Malaga nel 1908, in una poverissima Andalucia, e l’infanzia nel lugubre collegio dei preti da dove viene espulso- si legge nelle note di regia-  la vita di De Molina è coraggiosa e ricca di avventure. Costretto a lottare fin da bambino per guadagnarsi da vivere passando attraverso i più umili lavori, è sempre in fuga verso qualcosa, alla ricerca di un’identità.

Gianni De Feo all'Off Off Theatre di Roma con il musical 'Tangeri'

Riaffiorano dunque i ricordi: l’adolescenza come garzone nella casa della tenutaria Pepa, la fuga da Algeciras sulla nave che lo porta a Tangeri dove sarà servitore nel sontuoso palazzo del principe marocchino e poi il ritorno in Spagna, a Siviglia, con i primi turbamenti erotici nel caffè del quartiere arabo. Poi Granada e l’incontro con Federico Garcia Lorca e Manuel de Falla, fino ai primi successi a Barcellona, Valencia, Madrid.

L’eccentrica e sregolata vita notturna che precede l’avvento della Guerra Civile. Ed è proprio il ricordo dell’arresto e la fucilazione di Federico Garcia Lorca, rivissuto con estremo dolore, a segnare una forte rottura nella vita di Miguel.

Anche lui perseguitato dal regime fascista, picchiato e contestato durante i suoi spettacoli, viene costretto all’esilio a Caceres, il paradiso delle cicogne. E come le cicogne, non smette di aprire le ali, sempre in volo verso la libertà. Fugge in Argentina dove, legato in amicizia a Evita Peron, consacra il suo successo.

Muore nel 1993 a Buenos Aires, e là è sepolto. Nell’azione teatrale, alla figura di Miguel si contrappone quella di David, uno scrittore dei nostri giorni. Anche lui in cerca di una propria identità, in fuga da un mondo nel quale non si riconosce più perché costretto a rivestire il ruolo di un “manichino senz’anima” e al quale si ribella, preparando così la sua fuga verso Tangeri.

I due personaggi, inizialmente ben distinti, in un ritmo incalzante, si riconoscono infine, fino a identificarsi l’uno con l’altro e a diventare Uno. Riemerge allora il mito di Tangeri, ricordo struggente e poesia, isola di libertà e dissolutezza tanto amata da quei poeti e dagli artisti di tutto il mondo che l’hanno conosciuta.

Primo tra tutti Paul Bowls. Al racconto si intersecano le canzoni spagnole, tra quelle più celebri di Miguel de Molina. Inoltre, la presenza dei temi musicali in evidente contrasto tra loro alternando la chitarra classica al barocco di Vivaldi e al minimalismo di Philip Glass, farà da contrappunto alla storia, restituendo così atmosfere dai differenti colori”.

Con la voce off di Irma Ciaramella, la scenografia di Roberto Rinaldi, i costumi di Gianni Sapone e le coregrafie di Giulio Avino, lo spettacolo gode del patrocinio morale della Oficina Cultural Embajada de España.