Favorivano i Casalesi nel commercio del latte: sette arresti

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Favorivano i Casalesi nel commercio del latte: sette arresti

Camorra: Polizia e GdF hanno arrestato sette persone, per aver favorito i Casalesi nel settore della commercializzazione e distribuzione del latte attraverso un’azienda fittiziamente intestata a prestanome.

Blitz contro i Casalesi. Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno in corso di esecuzione un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale nei confronti di 7 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di concorso esterno in associazione di tipo mafioso.

Gli arrestati avrebbero fornito un contributo concreto al clan dei Casalesi, causalmente idoneo a conservare e a rafforzare l’associazione mafiosa nel perseguimento dei suoi scopi – e trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante di cui all’art.416 bis.1 c.p.

Le indagini, coordinate dalla D.D.A. di Napoli e condotte dalla locale Squadra Mobile, dal Commissariato di P.S. di Castellammare di Stabia e dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno evidenziato l’intromissione dei Casalesi nel settore della commercializzazione e distribuzione del latte attraverso un’azienda fittiziamente intestata a prestanome.Favorivano i Casalesi nel commercio del latte: sette arresti Come riporta “Il Mattino”, l’inchiesta nasce da un filone della maxi operazione Olimpo che circa un anno fa ha portato a una quindicina di arresti nell’area stabiese tra boss e affiliati a quattro clan di camorra.

Tra gli arrestati figurano Filippo e Nicola Capaldo, nipoti del boss Michele Zagaria, e Adolfo Greco, imprenditore di Castellammare di Stabia, che proprio ieri aveva ottenuto i domiciliari per motivi di salute (era infatti detenuto a Secondigliano e a processo per estorsione aggravata dal metodo mafioso).

Già in passato l’ala dei Casalesi facente capo a Michele Zagaria fu coinvolta in un’inchiesta sul monopolio della distribuzione del latte. All’epoca si scoprì che la Parmalat, per assicurarsi il monopolio del settore nell’area nord della Campania, pagava al boss una cospicua tangente mensile per avere l’esclusiva sulla distribuzione nei supermercati.