22-09-20 | 09:39

Comune di Napoli, tensioni sull’accordo per salvare l’Anm

Politica Comune di Napoli, tensioni sull'accordo per salvare l'Anm
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I lavoratori dell’Azienda Napoletana alla Mobilità ed i sindacati si preparano allo sciopero generale del prossimo 10 Novembre.

Sulla vicenda Anm Luigi de Magistris, dalla diretta Facebook su Repubblica Napoli, è  stato perentorio: “il protocollo ha posto le basi per arrivare nei prossimi giorni alla ripatrimonializzazione e alla messa in sicurezza di Anm, così da evitare che l’azienda debba portare i libri in Tribunale“.

Ma non è così. La storia sembrava chiusa per il sindaco del Comune di Napoli, ma non per l’Usb e Nino Simeone.

Il patto politico sindacale per salvare l’Anm non è solido e così anche la maggioranza perchè non c’è l’accordo su alcuni punti in discussione.

Nino Simeone, consigliere di Dema e presidente della Commissione mobilità, si tira fuori, aveva chiesto le dimissioni di Mario Calabrese – assessore ai Trasporti – per le sue dichiarazioni in base alle quali il Comune avrebbe chiesto alla Regione di mettere a gara, e dunque privatizzare, anche le tratte urbane del trasporto su gomma.

E da ieri sono ufficialmente in campo anche tutti i sindacati, in maniera compatta, che al riguardo hanno chiesto un incontro urgente per «avere chiarimenti» perché secondo loro è stato violato l’accordo preso un paio di settimane fa per il salvataggio dell’Azienda napoletana mobilità.

Il sindacato si è infatti sfilato dal protocollo d’intesa e ha proclamato uno sciopero generale per il prossimo venerdì 10 novembre.

Marco Sansone e Adolfo Vallini, rappresentanti del Coordinamento regionale e dell’Esecutivo provinciale del sindacato, hanno definito il protocollo accettato dalle altre sigle “un documento carico di belle parole ed annunci di intenti, in assenza di un reale piano economico”.

«Sono solo parole non vediamo nell’azienda e nel Comune di Napoli la voglia di evitare il fallimento dell’ANM che ci sembra sempre più prossimo». A dichiararlo sono i lavoratori dell’Azienda Napoletana alla Mobilità ed i rappresentanti sindacali che si preparano allo sciopero generale del prossimo 10 Novembre. Dopo aver ritirato la firma dal protocollo d’intesa siglato con il comune di Napoli i dipendenti risultano sempre più scettici e poco propensi ad un accordo a cui non vogliono pensare.

«I depositi e gli stazionamenti come quello di Campi Flegrei – continua Vincenzo Lucchese dell’Usb – saranno i prossimi cimiteri dell’ANM. Tutto adesso è già in decadenza, dalle vetture alle infrastrutture nelle quali lavoriamo tutti i giorni.

I bus sono diventati quasi inutilizzabili: dalle parti interne come sediolini – ormai traballanti o senza le necessarie saldature alle parti metalliche – alle fasce di gomma che rivestono le porte che sono quasi del tutto saltate».

«Adesso non possiamo far altro che protestare e rendere note le nostre posizioni attraverso lo sciopero generale del prossimo 10 Novembre, in attesa che accada qualcosa e nella speranza che questa azienda possa tornare ad essere un punto di riferimento per i cittadini napoletani».

De Magistris mostra però fiducia e avverte: “Da questa situazione ne usciremo se tutti faranno la loro parte. Un primo passo importante è stato il protocollo a cui seguiranno alcuni atti che sta preparando il Comune e altre azioni dell’azienda e della Holding”. “È un lavoro di squadra – conclude il sindaco – in cui ognuno si deve assumere le proprie responsabilità in un momento complicato“.“

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