19-09-20 | 23:41

Caritas Italia: povertà giovanile più alta d’Europa

Economia Caritas Italia: povertà giovanile più alta d'Europa
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La Caritas Italia ha pubblicato un rapporto sulla povertà giovanile e la loro esclusione sociale intitolato “Futuro anteriore”.

di Chantal Collaro – La Caritas Italia ha pubblicato un rapporto sulla povertà giovanile: uno su dieci in Italia è in condizione di povertà assoluta, nel 2007 il confronto era uno su 50. Nella penisola, la povertà cresce al diminuire dell’età : I figli sul punto di vista economico, sono peggio dei genitori e i nipoti peggio dei nonni. E’ ciò che ha rilevato la Caritas nel suo rapporto 2017 sullo stato di indigenza sociale dei giovani italiani. Le cause di questa situazione preoccupante sono la disoccupazione – nel 2016, il 37,8% degli under 34 erano in cerca di un lavoro- l’ascensore sociale bloccato –  nella stessa categoria dei meno di 34 anni, solo il 7,4% di quelli che svolgono una professione qualificata proviene da una famiglia a basso reddito- e un record dei Neet mai registrato fino ad ora, cioè i giovani che non sono impegnati nello studio, né nel lavoro e né nella formazione, nel 2016 erano, sempre secondo il rapporto della Caritas, ben 3 milioni 278mila. La conseguenza diretta, è che nel corso del 2016, sulle 205.090 persone che si sono rivolte ai Centri di ascolto in rete (Cda) della Caritas, il 22,7% erano dei giovani. Infine, l’altro dato sconcertante è che il 13,9% di loro sono senza dimora e possono contare solo sui centri di accoglienza della Caritas per trovare un rifugio per la notte e potere mangiare qualcosa di caldo.

Caritas Italia: povertà giovanile più alta d'EuropaIl segretario della Ceimonsignor Nunzio Galantino, ha sottolineato in un’intervista rilasciata al giornale Avvenire.it : “C’è una povertà straordinaria e straordinariamente negativa, soprattutto oggi abbiamo bisogno di aprire il nostro sguardo, il nostro cuore alla povertà dei nostri giovani, una povertà non tanto fatta di mezzi materiali ma una povertà ancora più grossa cioè quella di non poter progettare il proprio futuro e crearsi delle alternative a una vita di dipendenza“.

Difatti, i giovani italiani hanno uno sguardo sfiduciato, peggio rassegnato, quando pensano al loro futuro. Mettere su famiglia è ormai per molti di loro un sogno inaccessibile, almeno che ci sia l’aiuto dei propri genitori. Oggi, il 67,3% dei giovani italiani tra i 18 e 34 anni, vive ancora con i genitori a causa della precarietà del lavoro e per quelli che lavorano, delle basse retribuzioni. La percentuale più alta è nel Mezzogiorno ma la situazione non è differente al Centro del paese, il 61,4%, e al Nord, il 58,1%.

Per fare fronte alla situazione, lo Stato italiano nella legge di Bilancio 2018 che ha presentato al Senato il 30 ottobre scorso, prevede dei bonus per l’agevolazione dei giovani annunciando un esonero triennale del 50% dei contributi dovuti all’INPS per i datori privati che assumono giovani di età inferiore a 30 anni e ai 35 anni se l’assunzione viene effettuata nel 2018. Queste misure purtroppo possono rivelarsi insufficienti per rimediare al fenomeno di povertà di cui sono vittime le giovani generazioni. Occorre maggiore vigilanza sulle usanze che si praticano nel mondo del lavoro in confronto dei giovani come le basse retribuzioni, i posti di lavori inferiori ai titoli di studio, il lavoro senza contratto.

Spesso si sente dire che i giovani sono il futuro di una nazione ma che avvenire può avere un paese nel quale un giovane su dieci è in condizione di povertà assoluta? Come potrà assicurare il passaggio generazionale e il pagamento delle pensioni dei propri padri?

 

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