Camminare di più allunga la vita fino a 11 anni: lo studio

La ricerca della Griffith University di Gold Coast analizza il legame tra attività fisica e longevità: chi cammina 160 minuti al giorno vive in media 5,3 anni in più rispetto alla media. Passare da 49 a 160 minuti quotidiani di movimento potrebbe valere un decennio di vita in più.

Camminare fa bene, questo è noto. Ma quanto incide davvero sull’aspettativa di vita? Uno studio condotto dai ricercatori della Griffith University School of Medicine and Dentistry di Gold Coast, in Australia, prova a rispondere con numeri precisi: l’attività fisica quotidiana può fare la differenza tra perdere quasi sei anni di vita o guadagnarne più di cinque, con uno scarto complessivo che, per i soggetti meno attivi, può arrivare fino a undici anni in più.

Lo studio: dati reali, metodi rigorosi

La ricerca è stata coordinata dal professor Lennert Veerman, docente di Salute pubblica nell’ateneo australiano, ed è nata dall’ispirazione di uno studio pubblicato nel 2019 sul British Medical Journal, che associava la riduzione del rischio di morte prematura all’aumento dell’attività fisica monitorata tramite tracker. “Mi sono chiesto come questo si sarebbe tradotto in termini di aspettativa di vita e quanto tempo in più di vita potesse aggiungere una sola ora di camminata”, ha spiegato Veerman.

Per rispondere, i ricercatori hanno utilizzato i dati sull’attività fisica rilevati da sensori indossati per almeno 10 ore al giorno per quattro o più giorni, raccolti nell’ambito del National Health and Nutrition Examination Survey tra il 2003 e il 2006. La fascia d’età considerata è quella degli adulti dai 40 anni in su: non una scelta casuale, poiché i tassi di mortalità correlati all’attività fisica restano stabili fino a quell’età, per poi variare sensibilmente. Il team ha quindi elaborato una “life table”, uno strumento statistico che mostra la probabilità che una popolazione raggiunga o muoia entro una determinata età, incrociando i dati con le statistiche sulla mortalità del National Center for Health Statistics relative al 2017.

I risultati: fino a 11 anni in più per i più sedentari che si muovono

I numeri emersi sono significativi. I soggetti meno attivi si limitano a camminare circa 49 minuti al giorno a una velocità di 4,8 chilometri orari. I gruppi intermedi si attestano rispettivamente a 78 e 105 minuti di attività quotidiana. I più attivi in assoluto arrivano a 160 minuti al giorno, equivalenti a due ore e quaranta minuti di movimento complessivo.

Avere il livello di attività fisica del gruppo meno attivo comporta una perdita stimata di 5,8 anni di aspettativa di vita rispetto alla media: da circa 78 anni si scende a circa 73. Al contrario, se tutti i soggetti over 40 raggiungessero il livello di attività del gruppo più attivo, l’aspettativa di vita salirebbe a 83,7 anni, con un guadagno di 5,3 anni. Il dato più sorprendente riguarda però i benefici individuali: se le persone meno attive aggiungessero 111 minuti di attività al giorno — passando da 49 a 160 minuti — potrebbero guadagnare fino a 11 anni di vita, ribaltando completamente il deficit accumulato con la sedentarietà.

I limiti della ricerca

Lo studio è considerato utile e affidabile dalla comunità scientifica, ma presenta alcuni limiti riconosciuti dagli stessi autori. Si basa su dati preesistenti e fornisce stime in larga parte teoriche. I livelli di attività dei partecipanti, misurati in un periodo limitato tra il 2003 e il 2006, non consentono di tenere conto delle variazioni nei comportamenti nel corso della vita.

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