Novità per l’estate: sì al bagno dopo mangiato

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Tempo d’estate, tempo di mare e con luglio si ripresenta l’annoso dilemma di tutti i genitori: i bambini possono fare il bagno dopo mangiato? Anche il Ministero della Salute consiglia bagni e docce per ridurre la temperatura corporea. Un mito da sfatare o una giusta precauzione?

di Maria Sordino – “Devi aspettare a fare il bagno, hai appena mangiato”. Una frase vecchia come il mondo a cui ogni bambino si è ribellato fin dalla notte dei tempi con capricci e strepiti. Eppure la scienza oggi dice qualcosa di diverso. Come riporta il sito ‘consumatrici.it’, Riccardo Ristori, medico del Pronto Soccorso di Livorno e direttore scientifico della Salvamento Academy, ha risposto all’annosa questione. Pare che il parametro per decidere quando tuffarsi in acqua non sia il tempo trascorso dall’ultimo spuntino, ma un altro: “La regola da seguire è sostanzialmente una sola: entro in acqua se mi sento in buone condizioni fisiche, se sto bene. Bisogna ascoltare il nostro corpo, i segnali che ci invia”. bagno a mareInsomma, non servirebbe aspettare le fatidiche 3 ore per il bagno in mare: “Il nostro fisico, se è in condizioni di salute, è perfettamente in grado di stare nell’acqua e contemporaneamente di svolgere e completare il fisiologico processo digestivo. Le cause più frequenti di annegamento sono altre: nel bambino, la mancanza di sorveglianza, mentre nell’adulto l’incapacità di uscire da una zona di corrente e l’insorgenza di una patologia (ictus, infarto, convulsione) che si manifesta casualmente in acqua“. E nel caso dello choc termico?Lo choc termico – conclude l’esperto – esiste come patologia, ma è una condizione che si verifica quando la temperatura dell’acqua è sotto i 5 gradi. L’acqua del nostri mari si aggira intorno ai 20-21 gradi, quindi direi che non si corre questo rischio“.

E allora?

Sembra che le madri di tutto il mondo obblighino i propri figli ad attendere che la digestione sia terminata prima di consentire loro di farsi un bel bagno al mare, in piscina o al lago. La cosa curiosa è che questa attesa tende a variare nelle varie culture: si va, infatti, dalle nostre 2 ore, ai 30 minuti degli anglosassoni, alle 3 ore dei cubani, mentre la digestione è uguale a tutte le latitudini. bagno a mareViene comunque da pensare che se un’abitudine è così diffusa e radicata, nonostante la variabilità nelle tempistiche, una base concreta debba pur esserci. Analizzando la letteratura internazionale non c’è supporto scientifico a questa tesi, né linee guida ufficiali che impongano un tempo definito tra pasto e bagno. Resta il fatto che, se la condizione per poter fare un bagno in sicurezza debba essere ‘stare bene, sentirsi in buone condizioni fisiche, ascoltare il proprio corpo’ c’è il rischio che i nostri pargoli, pur di non rinunciare all’agognato tuffo, possano negare qualunque disturbo ed esporsi così al rischio di star male in acqua…

Concludendo, se esistono delle regole, non sempre nascono da motivazioni scientifiche, ma dal buon senso comune e dall’esperienza e sarebbe buona norma rispettarle!