Napoli e i problemi del trasporto pubblico: le funicolari sono a rischio per Natale

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Napoli e i problemi del trasporto pubblico: le funicolari sono a rischio per Natale

Funicolari di Napoli: dopo che sabato 7 dicembre la Centrale ha chiuso alle 22, in programma oggi un delicato tavolo tra Anm e sindacati per le festività natalizie.

I trasporti pubblici nella città di Napoli sono ancora al centro delle polemiche. Questa volta non c’entrano i ritardi dei bus o la tratta limitata della metropolitana, ma le funicolari. La funicolare Centrale, quelle di Montesanto, Chiaia e Mergellina sono infatti a rischio per Natale.

Dopo i mancati prolungamenti fino alle 2 e la chiusura della funicolare centrale alle 22 di sabato 7 dicembre (di fatto il primo sabato natalizio), tra Anm e sindacati la tensione è molto alta.

Come riporta “Il Mattino”, oggi è fissato un nuovo tavolo: al centro del vertice mercoledì 25 dicembre (giorno di Natale), martedì 31 dicembre e il primo gennaio. Se per la metropolitana non ci dovrebbero essere problemi con la Linea 1 in funzione tutta la notte, per quanto riguarda le funicolari sarà braccio di ferro.Napoli e i problemi del trasporto pubblico: le funicolari sono a rischio per Natale L’amministratore unico di Anm, Nicola Pascale, è categorico: “Anm e i cittadini napoletani – spiega Pascale- non sono più disposti a essere ostaggio di comportamenti irresponsabili”. Il riferimento è a quanto è accaduto sabato quando all’improvviso, visto che il prolungamento era stato deciso e i turni di lavoro erano già stati fatti, non si è trovata più una persona disponibile a fare lo straordinario (ovviamente retribuito con l’aggiunta di una premialità).

L’Usb ha preso una posizione molto dura: “Inaccettabile – ha detto Marco Sansone del Coordinamento regionale Usb – che l’Anm scarichi ancora una volta la propria incapacità gestionale sui lavoratori mettendoli alla gogna pubblicamente”.

Non è la prima volta che le funicolari cittadine sono oggetto di polemiche: basti pensare non solo a guasti anomali, ma soprattutto a malattie improvvise, che tra ottobre e novembre 2018 hanno portato più di una volta alla chiusura anticipata degli impianti.