Comune di Napoli, blocco della spesa: stop ai buoni pasto

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Comune di Napoli, blocco della spesa: stop ai buoni pasto

Buoni pasto: sindacati in stato di agitazione dopo lo stop ai ticket mensa (imposto dal blocco della spesa da parte della Corte dei Conti).

Nella giornata di oggi, il Comune di Napoli ufficializzerà la sospensione dei buoni pasto per i dipendenti (attraverso una circolare firmata dal direttore generale Attilio Auricchio). La decisione è stata dettata dal blocco della spesa imposto dalla Sezione regionale della Corte dei Conti a Palazzo San Giacomo: il Comune di Napoli è gravato da 1,7 miliardi di disavanzo e da uno squilibrio di bilancio ordinario che supera i 150 milioni.

La decisione ha scatenato una marea di polemiche da parte dei dipendenti comunali. I sindacati, con in testa Cisl e Csa, hanno già proclamato lo stato di agitazione, un sit-in e anche una possibile occupazione della sala giunta. Tra oggi e domani, il direttore generale Attilio Auricchio e l’assessore al Bilancio Enrico Panini incontreranno le organizzazioni sindacali per comunicare la decisione, poi da ottobre scatterà il provvedimento di sospensione dei ticket mensa per 7500 lavoratori. Il provvedimento non riguarderà invece le aziende partecipate, che hanno bilanci autonomi.Comune di Napoli, blocco della spesa: stop ai buoni pasto Il sindaco Luigi de Magistris farà ricorso contro il blocco della spesa imposto dalla Corte dei Conti, ma la situazione è seria: “Dopo tutti gli approfondimenti fatti -racconta al “Corriere del Mezzogiorno” Attilio Auricchioormai è chiaro che quella dei buoni pasto non viene considerata dalla Corte dei conti una spesa obbligatoria, e quindi siamo concretamente di fronte a questa ipotesi almeno fino a quando non presenteremo il nuovo piano di riequilibrio alla Corte dei conti e sarà valutato. Rispetto a tale decisione stiamo comunque facendo ancora delle valutazioni, anche se in maniera cautelare dovremo sospendere l’erogazione”.

I ticket mensa pesano sulle casse comunali per circa 900mila euro al mese, quindi una decina di milioni annui. Il valore del singolo buono, che si percepisce in base alla presenza, è di 7 euro al giorno per un orario di lavoro di 40 minuti in più quotidiani come pausa pranzo. Se si calcola una media di 20 presenze al mese, si parla di 140 euro in meno.